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«Quell’auto è passata con il rosso» Dopo le multe con i social network arrivano il verbale con la spiata

Prima le segnalazioni via Twitter, ora le «spiate» dei semplici cittadini, per gli automobilisti non c’è pace. Basta che qualcuno vi abbia visto commettere l’infrazione e denunci l’accaduto direttamente ai vigili urbani. E’ successo a un automobilista che il 5 febbraio scorso si è visto recapitare a casa un verbale nel quale gli veniva contestato «il passaggio con il rosso».

LA MULTA
Nel verbale di accertamento arrivato all’automobilista è spiegato infatti che «in seguito a dichiarazione rilasciata il 10 dicembre 2013, alle ore 9.35, presso la sede del III gruppo Nomentano dal signor X (il nome è oscurato per motivi di privacy), è emerso che in data 9 dicembre 2013, alle ore 15.15, in via Talli il conducente del veicolo suindicato (una Renault Megan) oltrepassava l’attraversamento pedonale, regolamentato da semaforo, benché l’impianto emettesse luce rossa». E continua il testo: «La violazione non è stata contestata immediatamente poiché l’accertamento è stato effettuato in un momento successivo». Da qui la multa di 175,88 euro e la decurtazione di 6 punti.
A denunciare l’incredibile vicenda, l’avvocato Paolo Franzì che assiste l’automobilista multato e che nei prossimi giorni presenterà ricorso. «Un’assurdità – sbotta l’avvocato – Qui viene contestato il passaggio con il rosso sulla base di una dichiarazione fatta da un privato cittadino. E non da un pubblico ufficiale. E’ facilmente immaginabile cosa potrebbe succedere se una simile prassi dovesse prendere piede. Basterebbe un piccolo sgarbo del vicino perché si venga multati». «Non c’è nulla di incredibile – replica invece il comandante della polizia municipale di Roma Capitale Raffaele Clemente – L’agente ha emesso il verbale in base all’art. 13 della legge 689/81 e dopo aver verificato le dichiarazioni del denunciante acquisendo anche testimonianze e prove documentali sul posto». L’articolo recita: gli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica.

E dire che proprio a dicembre quando il comandante della polizia municipale di Roma, Raffaele Clemente aveva esortato i cittadini a segnalare via Twitter le auto in doppia fila con tanto di foto erano scoppiate le polemiche. E lo stesso Clemente qualche giorno dopo aveva dovuto precisare: «È evidente che non utilizzeremo le foto o i video per fare le multe ma per accertare eventuali criticità della viabilità». «Le uniche denunce di infrazione che possono essere prese in considerazione – spiega ancora Clemente – sono solo quelle fatte di persona, ai comandi dei vigili urbani o per posta certificata(pec), circostanziate e documentate».

Insomma, la legge consente la denuncia di un’infrazione stradale da parte di un normale cittadino, ora bisogna vedere se in caso di contestazione il giudice di pace riconosca il valore del verbale o meno. «La vicenda – assicura l’avvocato Franzì – non finisce qui. Andremo a fondo a questa storia, perché non è possibile prendere in giro i cittadini in questo modo». 

Fonte: www.ilmessaggero.it

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