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Solesino – Privacy e mancati avvertimenti: accolti i ricorsi contro lo «Scout speed»

L’autovelox mobile installato sulle macchine dei vigili a Solesino potrebbe essere irregolare: l’avvocato Caterina Cretì ha vinto il primo round da giudice di pace di Este.

Accolti due ricorsi contro lo «Scout speed», l’autovelox frontale installato nelle auto della polizia locale, utilizzato dai vigili di Solesino. A presentare i ricorsi è stato l’avvocato Caterina Cretì, originaria di Granze ma operante a Rovigo. Il giudice di pace di Este, Patrizia Prando, ha accolto i ricorsi lo scorso 13 febbraio.

Tra i tanti motivi eccepiti il giudice di pace ha ritenuto fondato quello relativo alla illegittimità della rilevazione frontale della presunta violazione, che si pone in violazione alle norme in materia di riservatezza personale. Le foto frontali (scattate, pertanto, a mezzi che provengono dal senso contrario) sarebbero utilizzabili solo per le contestazioni immediate, in quanto la direttiva del Ministero dell’Interno 14.08.2009 vieta le riprese frontali in caso di sistemi di rilevamento della velocità a contestazione differita. La Polizia locale di Solesino, invece, violerebbe la privacy usando tali immagini anche in un momento successivo in quanto non contesta immediatamente le presunte violazioni.

Inoltre risulterebbe violato anche il principio costituzionale dell’eguaglianza della legge per tutti i cittadini laddove, attraverso la foto frontale, possono essere sanzionati solo i conducenti di veicoli che dispongono anche di targa anteriore lasciando impuniti tutti gli altri mezzi che ne sono privi (come le moto).

Il giudice di pace inoltre ha ritenuto fondato il ricorso relativo alla mancanza di cartelli di preavviso agli automobilisti.

Fonte: mattinopadova.gelocal.it

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