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Genova – La multa? Te la “scrive” il robot

verbale_multa

verbale_multaCome una pesca a strascico, solo che nella rete della polizia municipale finiranno i fanatici della doppia fila. Inquadrati da occhi elettronici, fissati in fotogrammi inequivocabili, infine sanzionati. Tutto automaticamente, senza che gli agenti debbano nemmeno scendere dall’auto di pattuglia per impugnare penna e blocchetto dei verbali. Puro terrore per chi tratta le strade come fossero un parcheggio privato, gli stessi che, ora, non possono nemmeno sperare in un ripensamento: ormai il Comune ha deciso, l’instancabile vigile elettronico, dopo alcune traversie – se ne parlò per la prima volta nel 2011 – è ai nastri di partenza: dai primi di marzo inizierà a macinare le prime contravvenzioni, partendo da una zona pilota, presumibilmente il centro città.

«Il punto di partenza – precisa l’assessore alla Polizia municipale, Elena Fiorini – sono le decine di lettere che ci segnalano situazioni di pericolosità legate alla sosta selvaggia. E su questo intendiamo concentrarci: non c’è alcuna intenzione di fare agguati. L’utilizzo dello strumento e dei quartieri in cui sarà impiegato sarà ampiamente pubblicizzato». Più deterrenza che repressione, perché ogni tot tempo – la cadenza potrebbe essere settimanale – saranno rese note le aree in cui il robot sarà usato.

Tuttavia, le potenzialità punitive della macchina, affidata all’Autoreparto, la “stradale” dei vigili, vanno di pari passo con la sua efficienza. Schematicamente, la macchina – lo Scout prodotto dalla Sintel – è composta da un computer di bordo e da una telecamera, che un programma informatico fa dialogare. Montata a bordo di una pattuglia, permetterà di battere a tappeto le strade in cui il problema tende a presentarsi con maggiore insistenza e pericolosità.

«Il passaggio dell’auto attrezzata con lo Scout – precisa il comandante della polizia municipale, Giacomo Tinella – sarà accompagnata da una pattuglia a piedi, che possa intervenire selettivamente, nei casi limite». Il funzionamento standard prevede che la telecamera riprenda le auto e anche l’eventuale conducente (oscurato per ragioni di privacy). Nel caso in cui questo si trovi a bordo, la contravvenzione non scatta, anche perché il Codice della strada non permetterebbe la contestazione differita, cioè la classica busta recapitata nella cassetta della posta in un secondo momento, ma nulla vieta agli agenti a piedi di intervenire.

Per ulteriore garanzia, sarà l’uomo e non la macchina a dare il definitivo via libera alla contravvenzione. Una volta raccolti i dati, i fotogrammi memorizzati – la macchina riconosce le targhe, quindi identifica i veicoli – saranno scaricati in ufficio e vagliati uno per uno, prima di essere inseriti nel sistema elettronico che elabora le contravvenzioni. Da lì in poi, però, non si scappa.

 

Fonte: www.ilsecoloxix.it

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2 thoughts on “Genova – La multa? Te la “scrive” il robot

  1. La telecamera potrà anche oscurare il volto del conducente ma la telecamera non potrà vedere se la persona è ripiegata a raccogliere qualcosa che è caduta dal sedile, pertanto non è una sosta ma una fermata, potrebbe anche essere per raccogliere il ciuccio sputato da un bambino che improvvisamente si mette ad urlare, ma i vigli non potranno appurarlo, e redigono ugualmente un illecito verbale. Fate ricorso e denunce per abuso ed eccesso di potere

  2. immagino che saranno tantissimi quelli piegati sui sedili a raccogliere oggetti caduti e ciucci per i bambini. Praticamente la maggiorparte delle auto in doppia fila sono in realtà fermate temporanee per raccogliere ciucci ed oggetti smarriti. Ma mi faccia il piacere.
    Vorrei vedere se la penserebbe così se vivesse in una strada dove c’è da venir matti a passare perchè la gente si fa gli affari suoi mollando l’auto in doppia fila per andare al bar o far le compere.

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