Questo articolo è stato letto 228 volte

Patenti comunitarie senza scadenza. Come agire?

unione-europea

unione-europeaQuando le ciambelle non vengono col buco…..proprio così. All’indomani dell’entrata in vigore ci si era subito resi conto di una cosa: quando il legislatore scrive, spesso lo fa pensando di essere Mosè quando ha ricevuto le Tavole della Legge. Cioè come se prima non ci fosse stato nulla, il vuto. E così non è invece. I titolari di patente non comunitaria non sono scesi dal cielo a gennaio 2013: c’erano anche prima.
Ma vediamo di fare chiarezza. Il problema è noto.
Fino al 19 gennaio 2013, giorno dell’entrata della nuova normativa comunitaria (o meglio unionale) in materia di patenti di guida, fermo restante il diritto del titolare di patente comunitaria di non convertirla in italiana, per calcolarne la scadenza, era necessario applicare una complessa formula anagrammando età anagrafica e categoria di patente in base alle regole dell’art. 126 cds.
Le nuove norme in vigore da gennaio 2013, invece, rafforzano il diritto di mantenere “in tasca” la patente comunitaria, precisando che, essendo (almeno in teoria) armonizzate le regole per la scadenza, la scadenza (ci scuserà il lettore per la ripetizione) è quella indicata sulla patente stessa.
E le patenti senza scadenza? Nell’ipotesi di trasferimento della residenza in un altro stato comunitario (unionale), entro due anni il titolare è tenuto a convertirla con un’altra patente sulla quale sia indicata la scadenza.
Ma quando entra in vigore la norma? Non essendo previsto nulla, e non potendo applicare la norma con effetto retroattivo, di fatto, “tutti quelli che l’hanno fatta franca” fino a gennaio 2019, hanno ulteriori due anni di “bonus”.
Questo in quanto, in sede di prima applicazione, i due anni avranno decorrenza dal 19 gennaio 2013: poco importa se la residenza risale a prima.
Questo in sostanza il contenuto della circolare del Ministero Interno del 3 marzo 2014, che per la verità non si ferma a questo. Precisa anche, come era prevedibile, che le patenti eventualmente ritirate fino ad ora dovranno essere restituite, non potendo applicarsi con effetto retroattivo la norma e non potendo prevedere la conversione.
Premesso che chi scrive da subito aveva condiviso la posizione poi chiarita pochi giorni fa dal Ministero, sorge una domanda: ma gli eventuali danni per chi con patente ritirata non ha potuto guidare? Chi invece avendo guidato ha avuto il fermo amministrativo per il 216/6 cds? Chi paga? La risposta è semplice: il datore di lavoro del verbalizzante, salvo rivalsa nelle ipotesi di legge

2 thoughts on “Patenti comunitarie senza scadenza. Come agire?

  1. Buon giorno,
    a titolo puramente informativo, noi abbiamo rilevato alcune infrazioni di cui all’art. 136 bis e art. 126 c. 11 (titolare di patente di guida UE o SEE residente in Italia da più di due anni e con patente senza limiti di validità amministrativa)attenendoci a quanto previsto dalle prime disposizioni operative del Ministero dell’Interno del 25/01/2013 rif. 300/A/744/13/101/3/3/9.
    Alla luce della nuova circolare del 03 marzo 2014, le prossime violazione per l’art. 136 bis e 126 c. 11 potranno accertarsi unicamente a partire dal 20 gennaio 2015.
    Saluti.

  2. In definitiva sino al 19/01/2015 abbiamo per così dire un “buco normativo” giusto? Non possiamo quindi più applicare la vecchia procedura di calcolo dei 5/10 anni di validità della patente dalla data di acquisizione della residenza in Italia del titolare di patente ue senza scadenza? Questo perché le norme di cui al DM 30/9/2003 sono state abrogate dal D.Lvo 59/2011… è tutto corretto? Chiedo perché nel prontuario di Protospataro invece si fa riferimento ancora alla vecchia modalità di calcolo…. grazie dell’eventuale risposta…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *