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Sosta lunga al parcheggio? Ora la multa non si paga più

parcheggio-pagamento

parcheggio-pagamentoIn base a un parere del ministero dei Trasporti si becca la multa solo se non si paga la tariffa del parcheggio. Mai se si lascia l’auto oltre l’orario consentito.

Niente più multe per aver sforato l’orario al parcheggio. Stando a un parere del ministero delle Infrastrutture, sostare troppo a lungo in un parcheggio a pagamento non può infatti essere motivo di multa.

“L’eventuale evasione tariffaria – spiega il direttore generale della sicurezza stradale al dicastero dei Trasporti, Sergio Dondolini – non configura violazione alle norme del Codice della strada, bensì una inadempienza contrattuale, da perseguire secondo le procedure jure privatorum a tutela del diritto patrimoniale dell’ente proprietario o concessionario”.

Una vera e propria rivoluzione.

Secondo il parere del ministero, riportato oggi dal Corriere della Sera, rimangono validi solo i due casi citati dal codice della strada: in primis quando la sosta è permessa per un tempo limitato ed è richiesta l’esposizione del disco orario; in secondo logo, quando “il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione”. Insomma, si becca la multa solo se non si paga la tariffa del parcheggio o ci si dimentica di esporre la ricevuta sul cruscotto, ma non se si lascia l’auto oltre l’orario consentito.

In base al parere del dicastero dei Trasporti, i Comuni potranno chiedere esclusivamente “il recupero delle ulteriori somme dovute, maggiorate delle eventuali penali stabilite da apposito regolamento comunale”. Già nel 2010 un parere tecnico-legale emanato dallo stesso ministero aveva reso illegal le sanzioni applicate a ticket orari scaduti: “Se la sosta viene effettuata omettendo l’acquisto del ticket orario, deve essere necessariamente applicata la sanzione. Se invece viene acquistato il ticket, ma la sosta si prolunga oltre l’orario di competenza non si applicano sanzioni, ma si da corso al recupero delle ulteriori somme dovute”.

 

Fonte: www.ilgiornale.it

 

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