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Non riconosce lo Stato italiano: “Sono del Regno sovrano di Gaia”

agenti_polizia_locale

agenti_polizia_localeEra inevitabile, una notizia tanto curiosa e insolita fa discutere, accende il dibattito. E infatti all’indomani della denuncia dell’imprenditore sassarese che circolava con una macchina munita di targa intestata al Regno Sovrano di Gaia e documenti falsificati, le reazioni non mancano.

 

I vigili urbani avevano sequestrato la Peugeot che era parcheggiata in via Zanfarino e quando il proprietario si è presentato al comando insieme ad altre due persone ha cercato di far valere le proprie ragioni davanti agli agenti. E cioè: non appartenendo allo stato italiano ma al Regno Sovrano di Gaia non è tenuto a rispettare le leggi. È stato denunciato.

 

Così come è stato denunciato dai carabinieri, circa un mese fa a Olbia, un altro automobilista per la stessa ragione: guidava una macchina con targa siglata RSG e contrassegno dell’assicurazione falsificato.

 

Lo stesso imprenditore sassarese ha commentato su Facebook la notizia che lo riguardava e che è stata pubblicata ieri nel nostro quotidiano. Ha tenuto a precisare che l’episodio non deve essere considerato “come una goliardata di un’allegra combriccola di buontemponi, uno scherzo carnevalesco, una commedia all’italiana”. I sostenitori del Movimento Sovrano di Gaia a suo dire rischierebbero di apparire come “degli sprovveduti nostalgici, una combriccola da serate in osteria”. Si proclamano sovrani di se stessi e per sancire il distacco dallo stato italiano compilano un documento da inviare al Presidente della Repubblica.

 

“Al momento del contratto (atto di nascita) – scrive ancora l’imprenditore – lo stato italianoattribuisce ad ogni nascituro un Bond (Titolo obbligazionario) di circa 2 milioni di euro, crescente nel tempo, a seconda delle competenze acquisite che piuttosto che essere consegnato al diretto interessato, al momento del raggiungimento della maggiore età, è sottratto con un espediente all’età di 10 anni. Pertanto, il denaro che dovrebbe servire per le spese di sopravvivenza quali, l’acquisto di una casa, ecc. viene inserito in lotti e commercializzato a livello internazionale a insaputa dei diretti interessati, andando a far parte del Pil nazionale”. Ecco perché nulla bisogna pagare poi allo Stato Italia.

 

Fonte: www.lindipendenza.com

 

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