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Verona: T-Red: «Riconosciuta la nostra buona fede»

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vistaredAl Palazzo Scaligero, è stata illustrata la conclusione della vicenda giudiziaria legata all’utilizzo dei semafori T-red, i rilevatori di infrazioni installati nell’Est veronese e accusati di presunta manipolazione. Erano presenti: Giovanni Molinaroli, neo presidente dell’Unione Verona Est; Alberto Martelletto, sindaco di Colognola ai Colli; Paolo Tertulli, sindaco di Illasi; Graziano Lovato, comandante della Polizia Locale dell’Unione. Hanno partecipato inoltre: per l’Unione comuni Verona-est gli agenti Laura Regnoto, vice-commissario; Roberto Muraro, vice istruttore.
Dopo sei anni, è stata accertata la correttezza dei comportamenti nella gestione delle procedure applicate, scagionando completamente dalle gravi accuse i soggetti coinvolti. Risulta così riconosciuta la completa estraneità ai fatti del comandante Lovato, dell’ex sindaco di Illasi Giuseppe Trabucchi e del titolare della ditta CiTiesse. Il processo si è concluso con l’assoluzione per non avere commesso i fatti.
Il presidente dell’Unione, Molinaroli: «È assolutamente doveroso essere qui oggi e portare a conoscenza dei veronesi l’esito di questa delicata vicenda giudiziaria. Finalmente, dopo sei anni, la sentenza di martedì scorso restituisce giustizia e conferma la totale correttezza dei comportamenti delle istituzioni: dell’ex sindaco di Illasi Trabucchi, del comandante Lovato, del sindaco di Mezzane di Sotto Sella e di tutta l’Unione comuni. Oggi abbiamo la conferma che le amministrazioni e la polizia locale hanno lavorato nel pieno della trasparenza, applicando le regole del nostro ordinamento. Quello che più mi preme evidenziare non è tanto l’accaduto in sé, ma il disagio umano provato da tutti i soggetti ingiustamente coinvolti perché ne è stata calpestata la loro immagine e dignità. Vivere sotto accusa è già di per sé molto difficile ma la dignità delle persone non deve mai essere trascurata».
Per il comandante Lovato «dopo una lunga e intensa fase dibattimentale tra accusa e difesa è stato accertato che i tempi del “giallo” non sono mai scesi sotto i 4 secondi, non sono quindi mai stati manipolati e abbassati, e in due occasioni è stata alzata la soglia dei secondi. I semafori dell’Est veronese, dotati o non di T-Red, sono stati quindi installati correttamente secondo le regolari procedure. Inoltre, da tutte le sanzioni rendicontate dalla ditta CiTiesse, è emerso che: tutti i dati erano presenti nei nostri server, tutte le foto dei contravventori erano visualizzate, validate e poi trasformate in verbale come da regolamento. Colgo infine l’occasione per ringraziare gli esponenti politici, presenti e passati, che hanno espresso la massima solidarietà e fiducia nel nostro operato».
Il sindaco Colognola ai Colli, Martelletto: «Oggi siamo qui perché dopo la giustizia nelle aule del tribunale, si vuole fare giustizia anche dal punto di vista mediatico visto che il comportamento delle istituzioni, massacrate dagli organi di comunicazione, è stato riconosciuto corretto. Dispiace che ci siano voluti sei anni e che al momento delle assoluzioni i media nazionali non abbiano dato lo stesso risalto di quanto invece è avvenuto all’esplodere della vicenda».
Il sindaco Illasi, Tertulli: «Esprimo soddisfazione per il risultato degli accertamenti giudiziari. In questa vicenda le istituzioni si sono trovate ad essere dileggiate ed oltraggiate, ma la verità è stata chiarita. L’ordinamento giuridico deve essere rispettato e la sanzione fa parte della norma, questo significa che le sanzioni comminate servono a far rispettare le regole. Un meccanismo che invece in altre nazioni funziona, come dimostra la vicenda del presidente del Bayern Monaco che una volta condannato ha rispettato la decisione dei giudici».

 

Fonte: www.larena.it

 

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