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Multato a Napoli per sosta su marciapiede ma lui era a Marghera a fare le spese

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verbale_multaTarga clonata o errore del vigile partenopeo. L’Adico: «Ennesimo episodio di mala burocrazia»

VENEZIA – Si è visto recapitare a casa una multa presa a Napoli, ma lui a Napoli quel giorno non c’era mai stato. E’ successo al signor Danilo Cestaro, residente a Mestre, che il 14 dicembre 2013 secondo la Polizia Locale del Comune partenopeo avrebbe parcheggiato la propria automobile sopra un marciapiede. Dunque in evidente divieto di sosta. Peccato che alla stessa ora lui si trovasse invece alla Metro di Marghera a fare acquisti, dei quali ha fortunatamente conservato fattura. Testimone la moglie. Non appena si è visto arrivare la multa, di 70 euro, il signor Cestaro ha immediatamente telefonato a Napoli per chiedere il verbale, in modo da verificare quale fosse il modello dell’auto che aveva commesso l’infrazione contestata.

Nell’occasione gli è stato suggerito proprio dagli agenti della Polizia Locale di presentare un’istanza di annullamento in autotutela: si tratta di una prassi seguita dalle Pubbliche Amministrazioni per revocare gli atti ritenuti in seguito illegittimi. Dopo pochi giorni però la richiesta di annullamento in autotutela è stata respinta sempre dalla Polizia Locale con queste motivazioni: «Da ulteriore visione della documentazione cartacea del verbale, lo stesso risulta privo di errori materiali e formali, pertanto resta confermato».

Eppure l’errore, da qualche parte, c’è. Potrebbe essere stato commesso a monte, magari nel caso di un’errata trascrizione da parte dell’agente di polizia in fase di rilevazione, oppure potremmo addirittura essere di fronte a una clonazione di targa automobilistica. Ad ogni modo il signor Cestaro non avrà altra scelta che impugnare il verbale facendo ricorso al Prefetto di Napoli o al Giudice di Pace. «Potrebbe essere l’ennesimo episodio di mala burocrazia ai danni di onesti cittadini – commenta il presidente di Adico, Carlo Garofolini – ma potremmo anche trovarci di fronte a un caso di clonazione di targa, non è poi così raro. Se così fosse la faccenda diventerebbe più complicata perché il nostro socio potrebbe vedersi recapitare a casa altre multe per infrazioni sempre da lui non commesse. E’ comunque scandaloso – conclude Garofolini – che un cittadino per dimostrare di essere nel giusto debba perdere tempo, magari prendersi anche dei giorni di ferie, e sostenere spese di tasca propria per trovare una soluzione a un problema che non dovrebbe nemmeno esistere».

 

Fonte: corrieredelveneto.corriere.it

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