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Mendicante e vestito di stracci ma con in tasca la carta di credito

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mendicante-elemosinaLa polizia municipale lo ha fermato in Strada Ovest: con sé aveva anche un cellulare ultramoderno Il vicesindaco Grigoletto: «È la prova che esiste il racket degli accattoni». Martedì gli allontanamenti.

Accattone, vestito di stracci, ma con in tasca la carta di credito e un telefonino cellulare ultralusso ultima generazione.

I vigili urbani di Treviso lo hanno pizzicato venerdì mattina all’incrocio tra Strada Ovest e via Ellero. Giovane e rumeno come altri suoi “colleghi”, intento a bussare ai finestrini delle auto ferme al semaforo.

Una volta portato alla caserma dei vigili urbani per il riconoscimento, il suo telefonino ha cominciato a squillare incessantemente, verso mezzogiorno: dall’altro capo c’era l’ “autista” del racket che in mattinata lo aveva scaricato in Strada Ovest con gli altri finti mendicanti ed era passato a riprenderlo ma non lo trovava più nel posto pattuito. E così la polizia municipale ha avuto la conferma, se ancora servisse, che dietro i mendicanti in azione anche nel capoluogo c’è un racket ben organizzato. O meglio: molti di essi, come il soggetto in questione, fanno parte di un racket di stranieri, spesso di una famiglia allargata ai parenti più prossimi, che non sono mendicanti per necessità ma per “professione”, spostandosi da un capoluogo all’altro, in treno o in furgone. «Avevamo il motivato sospetto fosse così», dice il vicesindaco di Treviso Roberto Grigoletto, con delega alla Sicurezza, «ma ora ne abbiamo la prova provata: questa gente chiede i soldi ai bordi delle strade non per vera necessità ma per lavoro. I veri poveri della città, grazie al lavoro incrociato di servizi sociali e Caritas, li conosciamo tutti e cerchiamo di aiutarli. Come conosciamo ormai bene i mendicanti di professione: sono una trentina gli accattoni plurimultati a Treviso a noi noti. Dopo i recenti pattugliamenti, però, il racket ha cambiato manovalanza nel timore che i soliti noti vengano allontanati dalla questura. Ma il concetto resta lo stesso: è gente che ne approfitta, che finge anche menomazioni per chiedere l’elemosina. Ecco perché, per combattere il fenomeno, da martedì scatterà il giro di vite con i fogli di allontanamento ed è nato il patto anti-accattoni con Padova, Venezia, Vicenza e i Comuni più grandi della Marca. Ecco perché, a breve, distribuiremo anche dei depliant alla popolazione per spiegare come comportarsi con queste persone».

Il mendicante in questione aveva una carta di credito, intestata per la precisione alla madre. Non ha voluto dire quanta disponibilità di denaro ci fosse, nella carta, ma certo non si deve trattare di pochi spiccioli. E da martedì scatterà il vero e proprio giro di vite: tutti i mendicanti che verranno trovati in azione dai vigili verranno identificati quindi portati in questura: se risulteranno avere alle spalle diversi fermi, verranno allontanati dal suolo italiano per tre anni.

 

Fontetribunatreviso.gelocal.it

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