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Rimini, il Comune guadagna dall’evasione

Rimini fra i bravi comuni italiani che hanno colto l’opportunità offerta dalla legge che incentiva la partecipazione degli enti locali alla scoperta e al recupero dell’evasione erariale. Il Comune di Rimini è stato citato qualche giorno fa dal direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, nel corso di un’audizione in Parlamento. 

La legge prevede che per gli anni 2012, 2013 e 2014 sia riversato ai Comuni il 100% del gettito che Agenzia delle Entrate incassa sulla base delle “segnalazioni qualificate” effettuate dal Comune. Il processo di partecipazione dei Comuni ha prodotto in alcuni casi anche significative entrate aggiuntive. Si va, secondo quanto riferito da Befera, dal milione di euro assegnato nel 2012 a Milano e Roma ai 600 mila di Rimini, agli 800 mila al Comune di Formigine e ai 530 mila di Castel San Pietro Terme, tanto per restare nella nostra regione. 

In realtà per Rimini la citazione è stata errata per difetto. Il Comune ha incassato 90 mila euro nel 2012 e 630 mila euro nel 2013. Certamente non si tratta di una somma irrisoria, averla o non averla può comportare la possibilità di rispondere o meno ad un bisogno. 

Ciò che il Comune di Rimini è chiamato a fare sono “segnalazioni qualificate”. Cioè non basta dire “ho il sospetto che il signor Tal dei Tali sia un evasore”, questa sarebbe una delazione da stato di polizia. È necessario che il Comune fornisca la prova dell’evasione fiscale in atto. E questo può avvenire quando, nella normale attività degli uffici tributari comunali, saltano all’occhio certe vistose situazioni. Come l’ormai famoso caso dei 30 appartamenti che non pagavano l’Ici/Imu: è probabile, ha segnalato il Comune all’Agenzia dell’Entrate, che questi immobili non vengano denunciati nemmeno ai fini Irpef. 

Lo strumento che il Comune ha per fornire la “prova” richiesta è sostanzialmente l’elaborazione degli incroci effettuati grazie alle varie banche dati di cui dispone, nonché l’efficace collaborazione instaurata con altri uffici comunali e con gli organismi pubblici operanti nel settore (Agenzia delle Entrate, ora comprendente anche l’Agenzia del Territorio, la Guardia di Finanza).

Il Comune di Rimini è comunque riuscito a portare a casa questa somma perché ha investito in questa opportunità che è stata offerta. Per capire dove, come quando ci può essere evasione dei tributi dovuti allo Stato (diversi da quelli comunali) occorre avere un fiuto particolare, cioè occorre essere preparati. All’ufficio tributi del Comune una persona è stata formata e destinata a questo scopo, così come un piccolo nucleo di vigili urbani. Ma – assicurano in Comune – questi non fanno gli spioni del fisco statale, semplicemente sono attrezzati a riconoscere l’evasione quando questa emerge in altre attività di accertamento. Si chiamano appunto “segnalazioni qualificate”.
 

Fonte: www.inter-vista.it

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