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Confermata la risposta proposta dall’autore in questo servizio circa la durata dei tempi del giallo semaforico

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Risposta del 26 marzo 2014 – Determinazione della durata del giallo da parte del CTU – valori abnormi – difesa sul punto (Titolo II)


Iniziative al fine di regolamentare il tempo minimo di passaggio dal «giallo» al «rosso» negli impianti semaforici e per segnalare agli automobilisti i semafori dotati del sistema di rilevazione automatica delle infrazioni (T-Red) – 3-00674

Interrogazione

BALDELLI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

un tempo breve di  passaggio dal «giallo» al «rosso» negli impianti semaforici rappresenta un elemento di pericolosità nell’ambito della circolazione stradale, giacché può indurre l’automobilista a compiere brusche manovre di frenata o di accelerazione che possono mettere a rischio l’incolumità propria e quella altrui;

la presenza presso i semafori dei dispositivi T-Red, o di altri sistemi di rilevazione delle infrazioni al passaggio con il rosso e di identificazione di veicoli tramite lettura della targa, associata al cosiddetto «giallo breve», determina un ulteriore possibile rischio per il sistema di sicurezza stradale, poiché potrebbe portare l’automobilista a fare manovre improvvise o imprudenti per tentare di evitare l’infrazione;

la presenza concomitante dei due fattori, la presenza di fotocamere di rilevazione delle targhe, insieme al cosiddetto «giallo breve», oltre al potenziale rischio per la sicurezza, ha come conseguenza erariale quella di portare ad un alto numero di sanzioni comminate in modo sistematico e quasi artificioso agli automobilisti, con conseguente svantaggio per le tasche degli automobilisti stessi e con inverso beneficio di cassa per gli enti locali;

se il Governo non intenda assumere iniziative per disciplinare al più presto ed in modo chiaro, inequivocabile e congruo, il tempo minimo di passaggio dal «giallo» al «rosso» negli impianti semaforici, con l’obbiettivo duplice di aumentare le garanzie per la sicurezza degli automobilisti e di evitare che l’incertezza sulla determinazione di tali tempi, abbinata a meccanismi di rilevazione automatica, produca circostanze al limite della legalità, già in passato oggetto di inchieste, che comportino per i cittadini una vessazione tanto ingiusta quanto sistematica;

se il Governo  non intenda adottare iniziative affinché i semafori dotati di sistema di rilevazione automatico delle infrazioni siano adeguatamente segnalati agli automobilisti. (3-00674)

 

Risposta

ENRICO ZANETTI, Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze. Signor Presidente, in relazione alla problematica segnalata dall’onorevole 285 Baldelli, evidenzio che l’articolo 41, comma 10, del decreto legislativo n. del 1992 (codice della strada), non indica una durata minima del periodo di accensione della luce gialla veicolare, ma si limita ad affermare un principio di portata generale: durante tale periodo, i veicoli non devono oltrepassare la linea d’arresto, salvo che non si trovino così vicino da non potersi arrestare con sufficiente sicurezza. Tuttavia, i tempi di giallo non possono essere stabiliti arbitrariamente né dai produttori né dagli installatori, ma devono essere dimensionati, nel rispetto di quanto disposto dal citato articolo 41 del Codice della Strada, secondo i principi della regolazione semaforica.
Devo   far presente, in proposito, che tutti i testi di ingegneria del traffico concordano sull’attribuzione di una durata minima della fase di giallo, quantificabile in base alla velocità dei veicoli in transito; in particolare: il paragrafo 2.1.1 delle «Norme sull’arredo funzionale delle strade urbane», pubblicate sul Bollettino Ufficiale 150 del 1992, indica un del CNR n. tempo di 4 secondi, da incrementare congruamente in presenza di mezzi pesanti e di tratti in salita; il paragrafo 6.7.4 del rapporto prenormativo «Norme sulle caratteristiche funzionali e geometriche delle intersezioni stradali», approvato dalla commissione di studio per le norme relative ai materiali stradali e progettazione, costruzione e manutenzione strade Pag. 9del CNR, e pubblicato da questo Ministero il 10 settembre 2001, indica tempi di tre, quattro e cinque secondi, rispettivamente per velocità di 50, 60 e 70 chilometri orari; in presenza di traffico pesante ritiene conveniente il tempo di quattro secondi anche con velocità di 50 chilometri orari.
Nella pratica, vengono   generalmente adottati tempi minimi di quattro secondi in ambito urbano e di cinque secondi in ambito extraurbano e in presenza di particolari condizioni geometriche e planoaltimetriche. Tali durate possono essere congruamente incrementate, sulla scorta di apposita progettazione da parte di professionisti esperti in materia di regolazione semaforica.
Con particolare riferimento,   poi, a quanto evidenziato dall’onorevole interrogante, si ritiene non sussistano condizioni di pericolosità dovute alla presenza dei predetti dispositivi che operano in condizioni di luce rossa, beninteso qualora vengano rispettate le prescrizioni sopra indicate, che riguardano il passaggio dei veicoli all’accendersi della luce gialla. Infatti, detti dispositivi funzionano in maniera autonoma rispetto alla durata delle fasi dell’impianto semaforico e ciascuno secondo le condizioni appena specificate.
Assicuro, comunque,   l’impegno del Governo ad esaminare ogni possibilità di intervento, con il primo strumento normativo utile, compreso il disegno di legge delega per la riforma del codice della strada, al fine di addivenire alle aspettative degli automobilisti nel senso auspicato dall’onorevole interrogante, nel pieno rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale.

 PRESIDENTE. Il deputato Simone Baldelli ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.

 SIMONE BALDELLI. Signor Presidente Di Maio, io ringrazio il sottosegretario, onorevole Zanetti, che è venuto a rispondere a un quesito che in realtà è posto ad altro Dicastero, cioè al Dicastero delle infrastrutture e dei trasporti.
Mi fa piacere registrare l’impegno del Governo ad esaminare le possibilità di intervento anche in sede di legge delega sul codice della strada, perché si tratta della sede propria su cui affrontare questi temi.Pag. 10
Io credo che quello che ha letto il sottosegretario sia insufficiente per aver un quadro chiaro. Non si può dire che i dispositivi funzionano in maniera autonoma rispetto al giallo breve e ad una durata indistinta, come si evince dalla risposta che è stata data, di questo giallo. Io credo che vada inserito un tempo minimo per il giallo e non è un caso che ci siano state inchieste che hanno riguardato proprio il combinato disposto perverso tra durata breve ed incerta del giallo e gli apparecchi di rilevazione automatica, che hanno scomodato reati come la truffa e l’associazione a delinquere, forse addirittura troppo alti per essere poi concretizzati come reati, ma insomma ci sono state inchieste proprio relative a questo.
Il che significa che ci sono realtà, amministrazioni, che utilizzano in maniera distorta strumenti che dovrebbero essere finalizzati alla sicurezza dei cittadini per fare cassa e per mettere in difficoltà, con una specie di tassazione indiretta, quasi feudale, i cittadini automobilisti che intraprendono gli incroci. Noi debbano avere come stella polare quella della sicurezza non quella di far cassa. Quindi, la riforma del codice della strada diventerà un terreno su cui confrontarsi proprio per fare in modo che le norme del codice della strada diventino norme che aiutano i cittadini a vivere in maniera più sicura la circolazione stradale e non che aiutino i comuni a fare cassa sulla pelle e sulle tasche dei cittadini automobilisti. Questo ricorda un po’ un vecchio film dove qualcuno chiedeva un fiorino a tutti i passanti. Ecco se le amministrazioni diventano questo, è un altro elemento che fa venir meno la fiducia dei cittadini verso le istituzioni e allora, in quel caso, proprio per citare il film, non ci resterebbe che piangere.
Dobbiamo cercare, invece, di fare in modo di ancorarci al concetto di sicurezza e di fare in modo che queste normative siano chiare, inconfutabili, non interpretabili, ma anche che contengano al loro interno la tutela per il cittadino automobilista in termini di sicurezza e in termini di diritto; perché quando si verificano distorsioni di questo genere, così come ci sono state e continuano ad esserci, quando da semaforo a semaforo cambia anche il numero di secondi di durata, è evidente che c’è qualche cosa che non va. Allora, riprendiamo in mano questa situazione dal punto di vista del diritto, lavoriamo sulla delega al codice della strada. Mi fa molto Pag. 11piacere che ci sia stata da questo punto di vista una apertura da parte del Governo. Quella ritengo sia la sede più utile e in quella sede credo che si possa fare un lavoro davvero proficuo.

 

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