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Una vigilessa per palazzo Chigi.

Basta con magistrati e professori a capo del dipartimento giuridico. Renzi si porta da Firenze il capo della polizia Municipale.

Una nuova piccola rivoluzione sta per giungere a palazzo Chigi. Matteo Renzi sta per nominare alla guida del dipartimento affari giuridici e legali della presidenza del Consiglio, Antonella Manzione. È la city manager del comune di Firenze anche se nel capoluogo toscano è più nota per l’altro suo incarico, quello di comandante della polizia municipale nella città sino a qualche settimana fa governata dall’attuale premier.

Non è un incarico di secondo piano. Basti pensare che è uno dei due (dopo il segretario generale della presidenza) i cui compiti e finalità sono fissati dalla legge di riordino della presidenza, la legge 400 del 1988. Il dipartimento infatti «è la struttura di supporto al Presidente del Consiglio dei Ministri nella funzione di coordinamento dell’attività normativa del governo», spiega il sito del governo. Che spiega come l’ufficio «sovraintende alle diverse fasi del procedimento di adozione degli atti normativi, coordinandone e promuovendone l’istruttoria al fine di assicurare la qualità della regolazione e una corretta e adeguata attuazione del programma di governo».

In pratica fa da raccordo con gli uffici legislativi degli altri ministeri e “assembla” le leggi che poi andranno in Consiglio dei ministri. Infatti guida il pre-Cdm, una riunione solo per tecnici che precede la riunione vera e propria del governo.

Insomma, è un ruolo delicatissimo e di assoluta fiducia del premier. Che non a caso ha scelto in quella posizione una persona di sua assoluta fiducia. Certo, gli incarichi precedenti e attuali della Manzione si prestano a battute del tipo “la vigilessa di palazzo Chigi”. Ma Antonella Manzione anzitutto è un avvocato e ha anche una abilitazione all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche negli istituti secondari superiori.

La Manzione, che è anche sorella del sottosegretario all’Interno Domenico, è una donna che viene dal campo, dal territorio, dal contatto con i cittadini. In questo senso è in perfetta linea con il nuovo corso che vuole inaugurare il premier. Basta con i professoroni, avanti persone che vengono dall’esperienza amministrativa, non viaggiano per massimi sistemi ma conoscono bene i bisogni dei cittadini.

Nella sua carriera Antonella Manzione ha girato abbastanza, sommando diverse esperienze. È stata comandante dei corpi di polizia municipale a Seravezza, Pietrasanta, Verona, Livorno, Lucca e poi Firenze (si è parlato di lei anche come possibile comandante dei vigili a Roma la scorsa estate) e vanta diverse docenze soprattutto su materie di tipo amministrativo.

Ha i titoli per guidare il dipartimento giuridico di palazzo Chigi? Di sicuro quel posto è stato ad appannaggio soprattutto di magistrati, in particolare consiglieri di Stato: proprio quelli che Renzi vorrebbe spazzar via. In realtà è la legge che descrive coloro che hanno i requisiti: «All’ufficio è preposto un magistrato delle giurisdizioni superiori, ordinaria o amministrativa, ovvero un dirigente generale dello Stato o un avvocato dello Stato o un professore universitario di ruolo di discipline giuridiche». La Manzione non è un magistrato e non è un professore universitario. È un dirigente ma non delle amministrazioni centrali dello Stato bensì degli enti locali. Il governo può comunque decidere di procedere e rimettersi al giudizio della Corte dei Conti, sebbene la Mazione al momento non pare abbia i requisiti. Al momento.

Fonte: www.iltempo.it

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