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Lite furibonda tra due vigilesse: cinque testimoni in aula dal giudice

Eboli. Schiaffi e ingiurie al comando dei vigili urbani. Sarà il giudice di pace Carlo Pascale a decidere nella lite tra due vigilesse chi deve essere punita. Prima, però, in aula verranno ascoltati cinque agenti della polizia municipale. I vigili urbani saranno interrogati, sotto giuramento, per spiegare cosa avvenne al comando di via Nazionale. Era la primavera del 2011.

La lite esplose nel mese di maggio. Lo svincolo autostradale di Battipaglia venne chiuso per due mesi. Bisognava ultimare i lavori lungo le rampe di accesso. Il traffico veicolare venne dirottato a Eboli. Per i vigili urbani iniziarono 60 giorni di tour de force. In località San Vito Martire esplose un inferno di lamiere, di clacson e di gas di scarico.

Il comandante Enzo Gallo elaborò i turni. Ma i malumori furono enormi. Si respirava smog, il sole batteva forte, non c’era un minuto di tregua. Tra i vigili ebolitani iniziarono i primi battibecchi. Volarono anche parole grosse. In pochi giorni, si arrivò allo scontro fisico. Due vigilesse si fronteggiarono nel corridoio del comando, sotto gli occhi basiti di alcuni colleghi. La vigilessa più anziana redarguì la più giovane.

Poi volò uno schiaffo. Dopo lo schiaffo, venne presentata una querela con la lista dei testimoni. Il giudice Carlo Pascale dovrà decidere ora chi ha sbagliato. Il pm Lucia Nigro ha iniziato gli interrogatori giovedì. In aula è stata sentita la parte lesa, la vigilessa giovane, e il primo agente di polizia municipale, testimone oculare della rissa avvenuta nel comando di via Nazionale.

La vigilessa imputata di lesioni e ingiurie ha dichiarato di non aver colpito la collega. Tra i testimoni è stato citato anche il comandante dell’epoca, Enzo Gallo. I vertici comunali provarono a mettere pace tra le due vigilesse, evitando il processo in tribunale. Missione fallita. La querelle verrà decisa in un’aula penale.

Saranno i cinque vigili urbani, citati come testimoni, a determinare l’esito del processo. L’imbarazzo è evidente. Lo schiaffo è volato davvero? La vigilessa anziana ha offeso e colpito la collega più giovane? Non si poteva evitare un processo così imbarazzante? La sentenza di primo grado è attesa in autunno.

Fonte: www.ilmattino.it

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