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Il drone per capire gli incidenti

Per la prima volta a livello nazionale, si utilizzerà un drone per tentare di dare una spiegazione alla dinamica di un sinistro mortale.

Come dare una spiegazione a incidente mortale, dalla dinamica molto difficile da ricostruire? Parliamo del recente sinistro di Saltara (Pesaro e Urbino), che ha sconvolto una comunità intera:qui, ha trovato la morte il 15enne Marco De Luca, che si è schiantato frontalmente con il suo scooter contro un’Audi il 16 marzo scorso, esattamente nella frazione di Chiusa di Ginestreto.

UNA PRIMA IPOTESI – Stando solo a una prima ricostruzione, l’auto sarebbe sbucata da una curva e Luca avrebbe impattato violentemente contro il parabrezza anteriore sinistro, ma ci sono numeri aspetti da chiarire. Per questo la Polizia municipale e l’ufficio infortunistica stradale collaborerà, fornendo assistenza, con il tecnico incaricato dalla Procura della Repubblica, esperto forense in infortunistica del traffico, Orlando Omicini di Rimini. Il tecnico è un esperto giudiziario in indagini scientifiche. Vanta un’esperienza trentennale di Polizia stradale per anni al comando ufficio incidenti della sezione di Rimini. Propone consulenze e perizie tecniche forensi con tecnologie e software d’avanguardia. Porta sempre con sé un laboratorio mobile che permette analisi dinamiche veicolari e comportamentali del caso.

CON IL DRONE – Omicini ha eseguito un sopralluogo nell’area dell’incidente con strumentazioni elettroniche all’avanguardia, avvalendosi di un drone (foto Luca Toni) che rileva il campo del sinistro volando sopra la zona. L’obiettivo, spiegano i vigili, è ricostruire il campo dell’incidente in modo da avere una planimetria dettagliata. Il drone riprende tutto con una telecamera. Poi, si studierà tutto a computer per ottenere le immagini dell’area e incrociarle con i dati relativi alle tracce dell’incidente. Verrà alla luce una rielaborazione che ci porterà a conoscere il punto di impatto, ma si riusciranno anche a capire le velocità dei veicoli. Combinando le due analisi potremo ricostruire la dinamica dell’incidente. Il comandante Gianni Galdenzi sottolinea come Pesaro sia all’avanguardia per quanto riguarda le strumentazioni tecniche di supporto alle indagini. Questa è la prima volta a livello nazionale che si utilizza un drone per ricostruire la scena dell’impatto. Vedremo de quadricottero farà luce sull’incidente costato la vita a Marco De Luca.

UN QUADRICOTTERO – L’apparecchio volante, un quadricottero, sarà in grado di cristallizzare la realtà dall’alto proprio con una serie di immagini e filmati, spiega Omicini: “Tecnicamente faccio un’aerofotogrammetria. Riesco a riprodurre a computer l’incidente, fornendo informazioni sulla velocità in cui viaggiavano i veicoli coinvolti, la visuale delle persone alla guida, la frenata, il punto di impatto“. Lo fa “utilizzando delle tecnologie che in Italia non hanno ancora preso piede: saremo al massimo in cinque a fare questo mestiere, in questo modo. In Germania, Svizzera e Francia, ma anche nel Nord America la tecnica del tridimensionale con il drone, dotato di telecamera molto sofisticata, ha preso piede già da tempo. Il software per elaborare le immagini riprese dall’alto può costare fino 30.000 euro. Ecco perché si tratta di un lavoro di nicchia: non esiste una scuola di infortunistica e per fare quello che faccio servono conoscenze di fisica, meccanica, codice della strada e capacità investigative: 30 anni di polizia stradale mi hanno dato un aiuto fondamentale, ma posso assicurare che non è per niente facile“. Recentemente, anche la Polizia svizzera del Canton Ticino ha utilizzato un multirotore, un quadricottero Phantom, per eseguire i rilievi di un altroincidente stradale dall’esito mortale. E la Polizia scientifica della questura di Aosta si è dotata di un drone, chiamato Sherlock, che potrà essere utilizzato come ausilio alle proprie attività quali la documentazione e i rilievi dall’alto delle scene del crimine e degli incidenti stradali, il monitoraggio del territorio, i servizi di ordine pubblico e molto altro.

Fonte: www.sicurauto.it

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