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Udine – Una notte in pattuglia con i vigili

polizia_locale2

polizia_municipale2Polizia locale. Viaggio assieme alla municipale per capire meglio la città e la sua vigilanza. Udine è tranquilla e le volanti delle forze dell’ordine s’incrociano continuamente.

 

«Dichiaro di essere disperso in mare». L’uomo fermato dalla pattuglia fa lo spiritoso. O forse è sciroccato davvero. L’agente non fa una piega. E’ paziente e conciliante. E in fondo il ruolo della polizia locale è anche questo: ascoltare, mediare con le persone e cercare, per quanto possibile, di prevenire e non punire; è la vocazione di un mandato che quotidianamente porta a essere in strada, in servizio e a servizio dei cittadini. Ed è proprio questo quotidiano che a noi interessa, pronti come siamo a criticare il lavoro della vigilanza senza conoscerlo affatto. Ecco che abbiamo espresso il desiderio di trascorrere una notte in pattuglia con la polizia municipale, allo scopo di guardare e conoscere la città rovesciando il nostro abituale punto d’osservazione per poi darne testimonianza.

 

E allora torniamo al “naufrago”, primo intervento della nottata. Sono le 23, ad essere fermato è un giovane militare. Sembra agitato e ne ha

ben donde, visto che è senza libretto di circolazione e la revisione è scaduta. Un bel guaio davvero. C’è di buono che non ha bevuto, anche se a sentirlo parlare non si direbbe: «Va bene – pontifica – firmo il verbale. E nego di essere disperso in mare ma vi avviso, il mio nome è un must, e in ogni caso ve lo scrivo in minuscolo e non in maiuscolo, sebbene io sia il rappresentante in terra del Trust e vi informo che la legge terrena non esiste più, perché ormai vige il diritto universale». Ora, non è ben chiaro se il tale si riferisse al trust, istituto giuridico anglosassone, al Trast noto negozio vintage sull’ostiense, o a qualche pianeta popolato da alieni pronti a colonizzarci; in ogni caso i due agenti di pattuglia prendono atto educatamente sbrigando la questione in mezz’ora. E mentre il militare risale in auto con 209 euro di multa in tasca, 41 per la mancanza del libretto e 168 per la mancata revisione, dopo uno sputo a terra conclude profetico: «Se sono stato fermato ci sarà un perché. Nulla avviene per caso nel cosmo» e si dilegua nella notte.

 

Ma a questo punto, squilibrati a parte, sono mille le domande che ci facciamo. Mettiamo che il tale fosse armato, o ricercato: quali sono le reali competenze della polizia locale? Può un agente della polizia municipale procedere a un arresto? La polizia municipale ha poteri in campo penale? Può ricevere denunce di reati? E in fine, può verificare in tempo reale se la persona fermata ha precedenti, è latitante o guida un’auto rubata? Le risposte, confessiamo, ci hanno sorpreso. La Polizia locale, infatti, nell’ambito del comune di appartenenza, ha gli stessi poteri e doveri della polizia di stato e dei carabinieri. Stando così le cose è inevitabile chiedersi: perché agli occhi della cittadinanza il corpo dei vigili urbani è considerato, invece, una polizia “minore”?

 

«Da vent’anni a questa parte – spiega il comandante Sergio Bedessi presente con noi nel giro di pattuglia – ci troviamo ad affrontare il profondo cambiamento dei rapporti tra cittadino, pubblica amministrazione e polizia municipale in particolare. Si deve prendere atto – continua – che le forze di polizia dello Stato hanno spostato sempre più la linea d’intervento verso illeciti di tipo penale, i più gravi; e in qualche modo hanno acquisito esclusivamente un ruolo di tutela dell’ordine pubblico e difesa dagli eventi criminosi, tralasciando quasi completamente tutte le altre tematiche della sicurezza sulle quali avrebbero comunque competenza formale. Il loro ruolo è stato anche enfatizzato dai mezzi d’informazione e così, mentre le forze di polizia dello Stato si sono ritagliate aree d’intervento ben specifiche, nonostante la legislazione conferisca loro una serie di doveri uguali a quelli della polizia municipale, hanno lasciato a quest’ultima soltanto l’onere di intervenire nell’area degli illeciti amministrativi, che sono poi quelli che più di tutti interferiscono con ognuno di noi nella vita quotidiana. Contemporaneamente hanno curato in modo sistematico la loro immagine pubblica. Grazie a questo stato di cose – conclude Bedessi – il cittadino sente le forze di polizia dello Stato dalla propria parte, perché combattono gli eventi criminosi, mentre considera la polizia municipale un organo che, quasi operasse su un fronte opposto, interferisce con le sue attività quotidiane. A questo si aggiunga che la polizia municipale, pur essendo l’organo di primo contatto con il cittadino, all’interno della struttura comunale è quasi sempre l’organo con meno potere per risolvere i problemi che lo stesso cittadino pone, rendendo più critici i rapporti con la comunità e con le istituzioni. In definitiva, se si vuole che la polizia municipale acquisisca un ruolo bene determinato nella società, è necessaria la sua presenza e la sua azione continua sul territorio».

 

Ma c’è di peggio: nonostante gli agenti della polizia locale abbiano gli stessi poteri e doveri delle altre forze dell’ordine, a loro è misteriosamente negata la possibilità di accedere allo Sdi, l’archivio elettronico a disposizione delle volanti per verificare in tempo reale se l’automobilista fermato sia pregiudicato, latitante o guidi un’auto rubata. Una censura paradossale non soltanto perché la municipale è costantemente sulla strada con azioni di controllo, potendo fornire aiuto validissimo alle altre forze dell’ordine, ma soprattutto perché, non sapendo con chi ha a che fare, viene esposta a gravi rischi. Ma l’urgenza di risolvere il problema, a Roma non sembra così incalzante.

 

Ma continuiamo il nostro viaggio. Durante la notte, Udine è pattugliata per sei ore da una sola auto. Ma è più che sufficiente e ce ne rendiamo conto con i nostri occhi. La città è deserta e tranquilla e le chiamate d’emergenza sono rare. Inoltre s’incrociano continuamente volanti di polizia e carabinieri con cui il contatto è costante. Il percorso principe è tracciato sulla base delle segnalazioni dei cittadini, salvo deviazioni in caso di chiamata urgente. Incidenti, guida in stato di ebrezza, ubriachezza molesta, risse, soste irregolari, schiamazzi notturni sono gli illeciti con i quali si ha a che fare. E infatti, verso le 24, una chiamata dalla centrale operativa fa deviare la pattuglia dal tragitto prestabilito per un intervento per disturbo alla quiete pubblica in via Mantica dove, in un noto bar, un gruppetto di “punk rasta” in preda ai fumi dell’alcol è protagonista di un patetico teatrino. Vengono effettuati i dovuti controlli, ripreso il titolare e anche qui la pazienza è la virtù dei forti. Ma fra le prese in giro di spocchiosi ragazzetti che inciampano sulla lingua come sulle sinapsi cerebrali, e sui cadaveri di bottiglie che cozzano sorde sull’asfalto come le loro teste pettinate a modi “scopetto da wc”, c’è ben poco da fare. Se esistono infatti proroghe all’apertura e all’orario per la musica, non resta che adeguarsi, scontentando il cittadino che, a buon diritto, chiede di poter dormire. Più successo lo si ottiene con i controlli su via Poscolle e via Canciani, dove numerose auto vengono multate per divieto di sosta. Si procede poi alla volta di via Chiusaforte per controllare la situazione alla luce dei recenti sgomberi imposti ai nomadi. Il parcheggio è tranquillo, a parte il russare di villeggianti tedeschi all’interno dei loro camper. Il pattugliamento continua in borgo stazione, dove l’unico movimento registrato è quello di due volanti di carabinieri e polizia di Stato. Scambio di saluti e informazioni e via, alla volta dell’ex Frigo. E’ l’una di notte e nel cortile viene individuata una Xara Picasso abbandonata e priva di targa. E’ aperta. All’interno un televisore anni ottanta occupa i sedili posteriori e un borsone contiene un servizio di piatti. Dopo le fotografie di prassi, si procede all’identificazione del numero di telaio grazie al quale la centrale operativa risale al nome del proprietario. L’auto, inoltre, risulta non essere assicurata dal 2012 e cancellata dal pubblico registro per esportazione all’estero. Le conseguenze saranno una sanzione al titolare e l’obbligo alla rimozione immediata del mezzo.

 

E’ una notte di luna, la nostra missione termina qui, quella degli agenti municipali finirà tra circa due ore. Rientrando con la nostra auto però, la città ci sembra diversa: deserta come sempre e avvolta dal giallo dei lampioni, ma meno solitaria e invisibile. Sarà per i numerosi monitor che alla centrale di via Girardini “zoommano” sulle sue strade, sarà per l’attenzione quotidiana dimostrata dagli agenti di pattuglia, o sarà che dopo questa esperienza, noi cittadini comuni, abbiamo imparato a guardarla con occhi meno prevenuti.

di Lucia Burello 

 

Fonte: www.ilquotidianofvg.it

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