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Facebook e i social network svelano trucchi dei centauri per le corse clandestine

Bergamo –  Oltre a vedere le immagini, per riuscire a decodificare il linguaggio usato dai giovanissimi motociclisti che si radunavano, tramite Facebook, al centro Galassia di via Zanica per disputare le corse clandestine, gli agenti della Polizia locale di Bergamo hanno dovuto compiere uno sforzo in più, un aggiormento rapido sul linguaggio giovanile che ha permesso di capire quelle frasi cripitiche. Ma decifrandole si è capito ad esempio che «Stasera di spara» era associata alle gare di velocità sui rettilinei.

L’indagine, che per ora ha permesso di denunciare sei ragazzi, tra cui due minori, non è ancora chiusa, non tutto il quadro è stato ricostruito. Tant’è che la Polizia locale di Bergamo ha inoltrato una richiesta alla sede centrale di Facebook, a Palo Alto, per avere altri dati utili alle indagini. Non sono pochi gli spunti che potrebbero arrivare da oltreoceano: non mancano, infatti, gli iscritti al social network anche se utilizzano nomi e dati di iscrizioni fittizie. Oltre a ciò, gli agenti stanno cercando di verificare se le gare al centro Galassia fossero soltanto un pericoloso passatempo, oppure se girassero soldi sotto forma di scommesse clandestine. E sulla vicenda, ieri è intervenuta anche la Scuderia Fulvio Norelli del Moto club Bergamo.

«Ringraziamo le forze dell’ordine per l’operazione e invitiamo i ragazzi coinvolti a non svolgere mai più gare clandestine – ha sottolineato il presidente della Scuderia Novelli, Roberto Canavesi – ma di rivolgersi al nostro moto club dove troveranno un ambiente sportivamente sano che organizza gare sotto l’egida del Coni e della Federazione motociclistica italiana (Fmi), su percorsi dedicati e con partecipanti protetti da regolare assicurazione. Invitiamo le amministrazioni – prosegue Canavesi – ad assecondare le nostre richieste per il reperimento di percorsi protetti, sia in strada che fuoristrada, per la pratica di uno sport che in quasi cent’anni di attività ha portato allori e prestigio al territorio bergamasco».

Fonte: www.ilgiorno.it

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