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Monza – Vigili troppo zelanti ai giardini: «Multe anche ai bimbi»

Parco_giochi

Parco_giochiD’accordo che giocare al pallone ai Giardini Reali di Monza è vietato, ma multare una piccolina di 4 anni che rincorre la sua palla sembra veramente il colmo. Vigili troppo zelanti scatenano la protesta degli utenti dell’area verde adiacente al Parco di Monza. Le temperature quasi estive di queste ultime giornate hanno spinto molte famiglie a trascorrere il fine settimana nei Giardini annessi all’ex reggia sabauda. Tuttavia, visto il ponte del Primo Maggio e l’inevitabile aumento di visitatori, ad attendere mamme, papà e figli c’erano alcune pattuglie dei vigili urbani col blocchetto spianato. Senza esitare, i ghisa hanno sanzionato i padri troppo permissivi, colpevoli di avere consentito ai bambini «giochi proibiti» all’interno dei Giardini.

 

Le multeIl caso è stato sollevato dal consigliere comunale Paolo Piffer, della lista civica Cambia Monza, sulla sua pagina Facebook. Domenica pomeriggio è stato testimone diretto di due interventi da parte dei ghisa: uno per sanzionare un bambino di otto anni che andava in bicicletta e uno per una bambina di 4 che giocava a palla. «Sono attività espressamente vietate dal regolamento – spiega Piffer -, ma non dal buon senso che, in casi come questi, imporrebbe di ammonire prima di multare. Un conto è se una decina di adulti organizzano una partita a calcio, un altro se dei bambini piccoli si stanno semplicemente svagando».

 

«Vogliono fare cassa»Inevitabile la protesta dei multati e di tutti gli altri presenti, soprattutto di fronte alla constatazione che alcune zone dei Giardini, in particolare quella a ridosso della vecchia pista di hockey, continuino a essere un punto caldo dello spaccio di droghe leggere. Lo sconcerto per il comportamento dei vigili ha invaso anche la bacheca Facebook del consigliere, dove gli utenti non hanno perso l’occasione per sottolineare come, secondo loro, dietro queste multe non ci sia un vero intento educativo, ma solo il desiderio dell’amministrazione comunale di «fare cassa».

 

Fontemilano.corriere.it

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