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Brescia – Massaggi cinesi, nessun centro in regola

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polizia-municipale-controlliControllate 35 strutture, in tutte inadempienze amministrative Novelli: «Punto di partenza anche per azioni di polizia giudiziaria».

Fra centri estetici, centri massaggi o bio naturali la confusione lessicale è alta, così come le violazioni delle normative. Sono emblematici i gli esiti dei controlli a tappeto realizzati nel corso dei primi mesi dell’anno dalla Polizia locale: su 35 centri estetici e bio naturali controllati in città (tutti cinesi), nemmeno uno è risultato in regola con tutti gli adempimenti amministrativi. Anzi, per tre attività le violazioni accertate erano più di una, con un bilancio di 38 sanzioni per un totale di 26 mila 690 euro.
LE MULTE HANNO riguardato 21 centri estetici – attività in cui possono lavorare soltanto persone con la qualifica di estetista, ottenuta dopo aver frequentato un corso di due anni, che consente di effettuare trattamenti manuali sul corpo a fini estetici (ma non curativi) – e 14 centri bio naturali – che invece si occupano di massaggi sul corpo effettuati ai soli fini del mantenimento e del recupero dello stato di benessere della persona, attività in cui possono lavorare soggetti che hanno effettuato corsi di sole 48 ore accreditati dalla Regione.
Le principali inadempienze riscontrate dalla Locale riguardano la mancata presenza nel centro di un direttore tecnico, figura che ha i requisiti per operare sui clienti, a tutela della salute dell’utenza (assenza che comporta una sanzione di oltre 800 euro e la necessità di mettersi in regola a breve, pena la chiusura). Ma anche il mancato rispetto della chiusura domenicale, l’omessa presentazione della Scia (segnalazione certificata inizio attività), la mancata esposizione del cartello con gli orari o l’assenza di pubblicizzazione delle tariffe praticate, oltre ad alcune violazioni minori riferite al regolamento di igiene.
Le operazioni sono state condotte in collaborazione con Asl, Ispettorato del lavoro e con l’Inps, che ha rilevato in un caso (in zona stazione) la violazione delle norme previdenziali e assistenziali (causa presenza di lavoratori in nero, sanzionata con una multa di oltre 15 mila euro). Le sanzioni della sola Polizia commerciale ammontano invece a oltre 11 mila euro. «Il presidio della regolarità commerciale è importante, i controlli sono stati pianificati su attività che in passato non avevano rispettato le norme sulla conduzione dei locali», spiega Valter Muchetti, assessore comunale alla Sicurezza, affiancato dal responsabile del Servizio sicurezza urbana Luca Iubini. Dei 250 centri estetici/massaggi cittadini è stata creata, in base a quanto previsto dal decreto Monti, una griglia di indici che ha permesso di individuare un gruppo ristretto di attività con una storia di inottemperanza alle normative.
«IL CONTROLLO sotto il profilo amministrativo è fondamentale perché può rivelarsi propedeutico ad altre azioni, anche di polizia giudiziaria», chiarisce il comandante della Polizia Locale Roberto Novelli. Un punto di partenza per ulteriori monitoraggi (si pensi, ad esempio, al problema della prostituzione nei centri massaggi), che in alcuni casi passati hanno portato alla chiusura dei centri. Certo l’alta «mobilità» di molti centri estetici, che passano di mano in mano, e la loro crescita esponenziale che li ha fatti raddoppiare nell’ultimo decennio non aiuta a fare chiarezza, «per non parlare del fatto che oggi molti centri estetici si stanno trasformando in centri bio naturali, dove la normativa praticamente non esiste – dice Alessio Fenotti, commissario aggiunto Polizia Locale responsabile del Nucleo polizia commerciale -, complici requisiti molto meno stringenti rispetto ai centri estetici». 

Fontewww.bresciaoggi.it

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