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Roseto – Multe scontate ma solo agli amici

vigile_paletta

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Multe sì, ma con lo «sconto». Con centinaia di automobilisti indisciplinati che grazie all’accondiscendenza degli agenti di polizia municipale avrebbero pagato in alcuni casi appena la metà della sanzione dovuta. E questo grazie a piccole modifiche dei verbali, dove come per magia poteva capitare che una multa per divieto di sosta si trasformasse in un’altra violazione, meno cara al codice della strada.
Almeno secondo le accuse che hanno preso forma nel voluminoso fascicolo a firma del pm Laura Colica e che ieri mattina hanno portato davanti ai giudici del Tribunale di Teramo ben 16 vigili. Praticamente l’intero corpo di polizia municipale di Roseto in servizio all’epoca dei fatti con l’impianto accusatorio della Procura che adesso essere provato in un dibattimento che conta un esercito di testimoni. Oltre 100 solo quelli citati dall’avvocato Lino Nisii, che difende la maggior parte degli imputati, con la prossima udienza del processo già fissata per il 3 luglio per ascoltare i testi dell’accusa.

Alla sbarra, con accuse che vanno dall’abuso d’ufficio al falso in atto pubblico fino alla truffa, l’ex comandante del corpo di polizia municipale Tarcisio Cava, Gabriele Lamolinara, Domenico Paris (oggi in pensione), Dante Di Giacinto (oggi in pensione), Mario Macieri, Mauro Della Loggia, Berardo D’Emilio, Concetto Frattari, Nino Mantovani, Giuseppe Giorgini, Tiziana Gimminiani, Edoardo Felicioni, Corrado Di Marco, Paolo D’Andrea, Ivan Di Sante e Anna Vaccari. Agenti che secondo la Procura dal 2007 al 2008 in oltre un centinaio di casi avrebbero formato false quietanze di pagamento «per contravvenzioni e sanzioni diverse e inferiori rispetto a quelle indicate nei verbali di accertamento».
E questo modificando il preavviso di accertamento e applicando a favore dei multati sanzioni inferiori al dovuto, addirittura in molti casi pari alla metà di quello che avrebbero dovuto realmente pagare. Il tutto con un danno economico per il Comune. All’epoca a far scattare le indagini, che portarono la Procura ad iscrivere ben 159 persone nel registro degli indagati tra vigili e privati cittadini, fu una segnalazione dell’allora comandante del corpo Emiliano Laraia, che aveva sostituito Cava e che denunciò tutti i suoi sottoposti.
Successivamente la posizione dei 142 automobilisti è stata stralciata ed archiviata mentre i vigili sono finiti a processo.
Ma quello arrivato davanti ai giudici non è l’unico fascicolo d’indagine che interessa il corpo dei vigili urbani di Roseto ed in particolare l’ex comandante Tarcisio Cava, sul quale si è appena abbattuta un’altra grana giudiziaria. Proprio in questi giorni, infatti, il suo nome è finito nel registro degli indagati per un’indagine a firma del pm Davide Rosati, con gli uomini della polizia stradale che hanno già visitato gli uffici del corpo per acquisire tutta una serie di atti. Sotto la lente d’ingrandimento di investigatori ed inquirenti le oltre mille multe elevate da Cava negli ultimi due mesi del 2013. Multe che secondo gli automobilisti, che hanno già presentato decine e decine di ricorsi, sarebbero state elevate tramite il ricorso, nella rilevazione delle infrazioni, a un’apparecchiatura non omologata.
Tanto che qualcuno, dopo essersi rivolto a Prefetto e a giudice di pace per chiedere l’annullamento delle relative multe, avrebbe fatto partire anche un esposto alla magistratura.
Da qui l’apertura di un fascicolo e l’avvio di un’indagine che è appena agli inizi ma che potrebbe riservare delle sorprese. Nei mesi scorsi la vicenda era finita anche al centro di feroci discussioni politiche, con il sindaco Enio Pavone che davanti alle telecamere della Rai aveva scaricato ogni responsabilità proprio sull’ex capo dei vigili. Che adesso è finito nel registro degli indagati con le accuse di abuso d’ufficio e falso ideologico.

 

Fontewww.iltempo.it

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