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Le autoscuole al Ministro Lupi «Siano detraibili i costi della patente»

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lupiGli addetti ai lavori chiedono più formazione ma anche misure per abbattere i costi.

Il Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha incontrato l’associazione della autoscuole e delle agenzie di pratiche auto Unasca. Fra i tanti temi all’ordine del giorno si è parlato di semplificazione delle procedure, di taglio dei costi e di riforma del Codice della Strada.

 

La riforma del Codice della Strada

Soddisfatto Emilio Patella, segretario generale dell’associazione: «Dopo 20 anni di immobilismo, il mondo della Motorizzazione oggi per la prima volta ha la possibilità di vivere un rinnovamento importante grazie alle riforme strutturali in agenda, come quella del lavoro e della pubblica amministrazione. Ma un’altra riforma importante su cui il Ministero ora deve lavorare è quella della Motorizzazione civile, che svolge un ruolo fondamentale per la sicurezza stradale. Perché- è inutile fare campagne di sicurezza se il momento del rilascio della patente non è un momento serio e trasparente, e rischia di non esserlo se lo Stato non investe (e sono 20 anni che non lo fa) nel personale della Motorizzazione». Punto chiave è la formazione alla guida, la legge di oggi prevede solo 6 ore obbligatorie. Troppo poche secondo gli addetti ai lavori per i quali «il modello è quello delle patenti professionali, delle guide certificate, della formazione post patente, degli aggiornamenti nel tempo per tutti gli automobilisti e dei corsi a parte per gli anziani. Oggi poi la criticità è sulle due ruote, lì va fatta una particolare formazione preventiva». Per non far ricadere i costi sulle famiglie l’idea è rendere detraibili le spese per la patente, tagliare i costi come la ripetizioni dell’esame teorico e del certificato medico se si viene bocciati all’esame pratico.

 

Semplificazione e sportello unico

Il Ministro ha risposto confermando che «la formazione è il punto centrale della legge delega per la riforma del codice strada, perché fare formazione è fare prevenzione». E ha citato l’esempio delle multe dei comuni: «Sono uno strumento educativo e non un mezzo per arricchire i bilanci». Poi ha posto l’accento sulla semplificazione: «Quando parlo di semplificazione mi riferisco proprio all’archivio unico, al documento unico documento per i veicoli, allo sportello unico anche per il diportista, perché la nostra riforma mira al la certezza dei dati e al risparmio per l’utente, che è l’obiettivo centrale. Il tutto attraverso la digitalizzazione e la telematica».

 

Fonte: corriere.it

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