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Il racket delle auto intestate a prestanome alla guida pregiudicati senza patente

traffico_autostrada

traffico_autostradaIn uffici inesistenti l’intestazione fittizia a pensionati compiacenti. In un anno e mezzo sequestrate mille auto e denunciate trenta persone.

Una società aveva sede nella casa del Mutilato, in corso Aurelio Saffi, a due passi dalla Questura. Un’altra in una pizzeria da asporto di Sampierdarena. Qui, in uffici inesistenti, venivano intestate le auto a prestanome, spesso a pensionati che per arrotondare la pensione per 100 euro al mese diventavano i proprietari. E se non si trovava qualche vecchietto che magari non toccava un volante da anni, c’era sempre il plotone di cittadini rumeni, che mai avevano messo piede in Italia, ma che risultavano i proprietari del veicolo. Un “giochetto” facile, ma che dava ottimi risultati per raggiungere l’obiettivo: accendere delle assicurazioni regolari in modo da “noleggiare” le auto a pregiudicati, a chi non aveva la patente perché gli era stata ritirata per incidenti, per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di droghe.

Parte da Genova e tocca il Piemonte l’indagine del nucleo di Polizia Giudiziaria della polizia municipale che ha permesso di scoprire 50 società fittizie che mettevano a disposizione per 200 euro qualsiasi tipo di veicolo. Un’indagine che in un anno e mezzo ha portato al sequestro e alla demolizione di 1000 auto e alla denuncia di 30 persone. Un lavoro certosino, che sta ancora andando avanti, messo in piedi grazie agli accertamenti incrociati con l’Agenzia delle Entrate, la Camera di commercio e il Pra (Pubblico registro automobilistico). Mettendo insieme un mosaico di dati, sono stati ricostruiti tutti i passaggi della colossale truffa. Il meccanismo si avvia con la costituzione di una società quasi sempre individuale, ma in alcuni casi vengono rilevate società preesistenti che magari in precedenza svolgevano realmente un’attività di noleggio e compravendita dell’usato. “Queste società possono essere avviate con autocertificazione  –  spiegano al Comando  –  ed iniziare subito a lavorare con il sistema comunemente chiamato del mini passaggio”. Questi veicoli vengono poi ceduti a chi non ha la patente. Anche in questo caso la cessione è abbastanza facile.

“Ci si reca presso un’agenzia di pratiche auto, si avvia l’iter per il passaggio di proprietà che poi non verrà perfezionato. Quando i contraenti escono dall’agenzia hanno comunque in mano un foglio che attesta che il passaggio è in corso. Con questo documento il nuovo pseudo proprietario si reca presso una compagnia assicuratrice dove può ottenere un’assicurazione temporanea con validità di cinque giorni”. A questo punto il veicolo inizia a circolare e scompare nel traffico. “Se fermato il mezzo può risultare ancora intestato al titolare della compravendita fittizia, ma il contraente può far vedere che c’è un passaggio. In altri casi, quando il reale proprietario non può neppure aprire una pratica di passaggio, interviene un prestanome, a cui può essere intestato il veicolo”.

Nota curiosa, vengono scelti spesso in Piemonte, dove la Rc auto è più bassa. La municipale per arginare il fenomeno ha stretto un’alleanza con Camera di commercio, il Pubblico registro automobilistico e l’Agenzia delle Entrate. “Con una serie di controlli incrociati sulle richiesta di inizio attività, sul volume di affari e sulle tasse versate, abbiamo scoperto un numero impressionante di “teste di legno”: in un caso un soggetto aveva addirittura 500 auto intestate”. Scoperto l’inganno, è scattata la cancellazione di ufficio del veicolo dal Pra, la confisca e la demolizione.

 

Fonte: genova.repubblica.it

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