Questo articolo è stato letto 0 volte

La carica delle minicar: in Italia 80mila, ma ancora poco sicure

Genova – In tutta Europa si stima che ne circolino oltre 320.000, la Francia è il primo mercato con circa 140.000 unità, l’Italia segue con 80.000 unità circolanti, lasciando a grande distanza Spagna e Belgio. Sono le “minicar”, che il codice della strada chiama quadricicli, dividendoli in leggeri e pesanti, mentre a Roma sono note come “macchinette” e spopolano tra i giovanissimi.

Si calcola che solo nella Capitale ne circolino più di 10.000 e che siano quasi tutte guidate da minorenni. Nel resto d’Italia, invece, la situazione è più eterogenea, ma l’età media sale a 45 anni, con un terzo degli utilizzatori che supera i 55 anni e spesso le sceglie perché si possono guidare anche senza la patente B.

Il successo romano è figlio dell’apprensione dei genitori, che si sentono più sicuri nel sapere che la prole affronta il famigerato traffico capitolino ben salda su quattro ruote, piuttosto che pericolosamente dondolante su due. Tuttavia, non tutti se le possono permettere, visto che i prezzi superano facilmente i 10.000 euro, per via della tipologia di produzione, poco più che artigianale.

La crisi ne ha più che dimezzato il mercato, con una decrescita costante dalle 10.646 unità vendute nel 2007, alle 3.830 del 2013. La tanto ricercata sicurezza, ad ogni modo, non è certo la stessa delle automobili tradizionali. Infatti i quadricicli sono assimilati a ciclomotori e motoveicoli e la procedura d’omologazione non prevede prove strutturali o crash test di alcun genere, così come non sono obbligatori i dispositivi di sicurezza (airbag, ABS o controllo della stabilità).

È necessario solo superare alcune prove su pneumatici, freni, luci, frecce e ancoraggi delle cinture di sicurezza. Per guidarli invece, è sufficiente avere 14 anni e il patentino, se si tratta di quadricicli leggeri, o 16 anni e la patente A1 se si tratta di quadricicli pesanti e per andare a 80 km/h anzichè a 45 km/h.

I quadricicli sono stati bocciati da Euro NCAP, l’ente europeo indipendente che testa la sicurezza dei veicoli in commercio. Dai test a cui sono stati sottoposti per la prima volta quattro modelli di quadricicli pesanti (quelli cioè che si guidano con la patente A1 o B) risulta che «il livello di sicurezza passiva è molto scarso ed è concreto il pericolo di lesioni mortali in caso di incidente». Il protocollo di valutazione è stato studiato appositamente per questo tipo di veicoli.

In ognuno dei quattro quadricicli testati sono state riscontrate lesioni mortali nell’impatto frontale e il rischio di espulsione dal mezzo in quello laterale. Le valutazioni delle conseguenze sono state effettuate, con i classici manichini, sulle ginocchia, sui femori, sul torace, sull’addome, sul bacino sul collo e sulla testa.

Fonte: www.ilsecoloxix.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *