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Este, parte un colpo dalla pistola del capo dei vigili

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Incidente in ufficio a Este, bucati armadietto e tre divise. Provvedimento disciplinare per l’agente e ritiro dell’arma.

 

Sta per riporre al sicuro la pistola quando parte un colpo che buca un armadietto e fora alcune divise che vi erano riposte. È stato un incidente da provvedimento disciplinare quello occorso due settimane fa ad Enzo Bellon, 54 anni, comandante della polizia locale di Este. L’episodio è avvenuto giovedì 12 giugno ed è oggetto di un’indagine amministrativa da parte del Comune e del Distretto di polizia Euganeo Estense. Bellon era nella sua stanza, all’interno del comando di via San Rocco, ed era appena rientrato dal poligono di tiro dove aveva effettuato delle esercitazioni con la sua pistola. Rientrato in ufficio, il vigile ha estratto l’arma, una Beretta 9mm short ed è successo il guaio, un eventi sul quale esistono varie versioni.

 

«Nel riporre l’arma in un luogo sicuro» sostiene il sindaco atestino Giancarlo Piva «dalla pistola è partito inavvertitamente un colpo che ha centrato un armadietto sistemato nella stanza. In quel momento nessun agente, oltre a Bellon, era presente nell’ufficio. Nessuna persona, dunque, ha corso pericoli in seguito allo sparo». Il proiettile, oltre a bucare la porta dell’armadio, avrebbe forato anche tre divise. «Nel giro di 24 ore, ascoltata la versione del comandante e raccolte alcune testimonianze, abbiamo informato dell’accaduto Procura e Prefettura. L’episodio, quindi, non è passato inosservato, anche se non è di rilevanza penale» continua Piva «Nei confronti di Bellon è stato elevato un provvedimento disciplinare. Gli è stata inoltre tolta la pistola da cui è partito il colpo: sarà oggetto di perizia per valutare se il colpo sia partito accidentalmente o a causa del malfunzionamento dell’arma. Il comandante, infatti, assicura di non aver compiuto alcun gesto incauto».

 

La versione ufficiale rilasciata da Piva cozzerebbe però con quella illustrata in una lettera anonima, ma ben informata, che è stata recapitata anche negli uffici della Procura della Repubblica sia di Rovigo che di Padova. Nella lettera, il cui contenuto è smentito da Piva, si affermerebbe che Bellon non era solo quando è partito il colpo: avrebbe maneggiato l’arma carica davanti a una collega. Se questo fosse stato lo scenario reale, il colpo sparato per errore avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Voci di corridoio riferiscono inoltre che un primo provvedimento disciplinare indirizzato al comandante avrebbe prescritto, oltre al ritiro dell’arma, anche l’obbligo di frequentare un corso di formazione per l’uso e il maneggio sicuro delle armi. Provvedimento che lo stesso sindaco avrebbe alleggerito evitando al comandante l’onta della “scuola di sparo”.

 

Fonte: www.vigilaresullastrada.it

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