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Nasce la “polizia dell’Umbria”

PERUGIA – Non ci sarà un corpo di polizia regionale. Ma la “fine” delle Province non segnerà nemmeno un definitivo «rompete le righe» fra i ranghi delle polizie provinciali di Perugia e Terni.

Possono dunque dormire sogni tranquilli i circa 130 agenti (114 nel Perugino, 16 nel Ternano) attualmente in servizio, il cui futuro sembrava agitato dalla riforma che “svuoterà” Piazza Italia e Palazzo Bazzani di una serie di funzioni. «Ma ambiente e viabilità resteranno (probabilmente) fra le loro responsabilità» commenta l’assessore regionale Fabio Paparelli. E quindi, anche il compito di vigilare su corsi d’acqua, boschi e strade. I prossimi mesi porteranno però delle novità che interesseranno polizia municipale e polizia provinciale. «Che insieme compongono il corpo di polizia locale» spiega ancora Paparelli. Ieri il nuovo regolamento, assieme a dati su attività di servizio e organico, doveva essere presentato dallo stesso Paparelli. La necessità di definire ancora dei dettagli ha obbligato il posticipo dell’appuntamento: se ne riparla il 12 luglio. Ma il Giornale dell’Umbria è in grado di anticipare alcuni dei punti cardine della “rivoluzione sicurezza” che punta a portare ad una omologazione dei comparti in Umbria con l’obiettivo di garantire in maniera sempre più attenta il controllo del territorio e una serie di servizi a cittadini e turisti.

Fra le novità più rilevanti, il fatto che polizia municipale e provinciale avranno divise e mezzi uguali. Il senso della manovra è quello di una “omologazione” del servizio anche per rendere più semplice la fruizione agli utenti che potranno i questo modo riconoscere agilmente l’interlocutore a cui rivolgersi. Altra innovazione riguarda la creazione di una App per smartphone e tablet che consentirà di accedere in maniera rapida e da qualsiasi zona dell’Umbria ai servizi del Corpo. Si potrà dunque non solo chiedere soccorso o ottenere informazioni ma, attraverso il sistema Gps, gli operatori saranno in grado di rintracciare chiunque si trovi a chiedere aiuto.

Non cambieranno, sostanzialmente, i compiti che interesseranno in via predominante la vigilanza ambientale, la viabilità, il supporto alle altre forze dell’ordine in occasione di eventi o manifestazioni particolarmente importanti. «Se poi nel tempo la Provinciale ha svolto anche compiti di polizia giudiziaria o altro, questo fa parte dell’evoluzione naturale delle cose» aggiunge ancora Paparelli. Potrebbe però a questo punto cambiare anche il nome. O meglio, potrebbe essere individuato un nome unico che caratterizzi il Corpo e che completi questo processo di unificazione. Divise uniche, mezzi unici. Possibile dunque anche un nome comune per Municipale e Provinciale? L’assessore Paparelli non si sbilancia («…ho già detto molto, del resto parleremo in conferenza stampa»). E allora, chissà che non si chiami “polizia dell’Umbria”? Lo sapremo il 12 luglio.

Fonte: www.giornaledellumbria.it

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