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Roma – «Mille euro per una baracca ai rom»: accusati di corruzione due vigili urbani

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campo_nomadiNel campo rom di Salone avrebbero dovuto rappresentare l’autorità e invece, forti della divisa indossata, erano arrivati a imporre tangenti per l’assegnazione delle case-container. Tariffa:dai mille ai due mila euro.

E’ questa l’accusa che ieri ha portato al rivio a giudizio, con l’accusa di concussione, di due vigili urbani di Roma Capitale, gli appuntati M. F. e F. P. Le accuse mosse dal pm Maria Cordova, che nel capo di imputazione li aveva dipinti come due agenti pronti ad utilizzare la propria funzione per estorcere denaro agli inquilini del campo, è stata avallata anche da gip. E a ottobre saranno processati.

Insieme ai due sul banco degli imputati ci sarà la rom L.B.T., un’amica intima di F., temutissima dagli altri abitanti. Per anni, infatti, proprio per il rapporto con il vigile e il suo collega, oltre a gestire in tutta libertà un giro di prostituzione, si sarebbe prestata, almeno fino al 2010, a fare da intermediaria nella riscossione delle mazzette per l’assegnazione dei container. Soldi che poi sarebbero stati divisi equamente.

L’AMICIZIA
Sono stati gli stessi nomadi a denunciare i presunti vigili corrotti, una volta chiamati a testimoniare. «Tutti qua sanno che tra A. e il vigile M. c’è un rapporto stretto», aveva ammesso una romena senzatetto.

«Tanto che lei poteva permettersi di avere un atteggiamento arrogante con gli altri residenti del campo, sentendosi il potere di decidere di far spedire altrove chi non si fosse adeguato». Altri testimoni,invece, hanno raccontato di sbronze, ma anche di minacce nei confronti di chi alzava la testa, in particolare da parte della romena e del vigile F.

Il Comune di Roma ora chiede i danni all’immagine e si è formalmente costituito parte civile. I vigili F. e P. «addetti al controllo del campo nomadi di via di Salone n. 323» – si legge sul capo di imputazione – «abusando della loro qualità, con la minaccia implicita di escludere i nomadi dall’assegnazione dei moduli abitativi di detto campo, pretendevano e si facevano dare da essi somme di denaro». Nessuno escluso. La maggior parte delle famiglie taglieggiate, come è stato accertato dall’autorità giudiziaria, risultavano disagiate, prive di tutto e disperate per ottenere quei soldi in contanti.

I COLLEGHI
L’inchiesta era partita da una denuncia presentata a Piazzale Clodio dalla stessa municipale. I magistrati hanno così potuto ricostruire anche singoli episodi di estorsione e minaccia a chi, nel campo, si rifiutava di pagare.

«Ti faccio uccidere dagli zingari, ormai sei rimasta sola, zoccola», avrebbe detto G., rom della famiglia T., per intimidire una donna che rifiutava di assoggettarsi alle regole dettate dal gruppetto. Anche nei suoi confronti è stato chiesto e ottenuto il processo, ma per minacce. I due vigili una volta finiti sotto inchiesta sono stati subito trasferiti.

In una nota inviata alla Procura l’allora comandante del VII gruppo della Municipale, Antonio Di Maggio, aggiornava la situazione: «I colleghi per lungo tempo assegnati al controllo dei campi nomadi su specifica disposizione del comandante del gruppo nonostante l’allontanamento sembrerebbero ancora frequentare il campo, per lo meno per quanto attiene il F.».

Fonte: www.ilmessaggero.it

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