Questo articolo è stato letto 29 volte

Acquasparta (TR) – Il giudice boccia l’autovelox

autovelox3

autovelox3Nuovo round della battaglia infinita tra il popolo delle quattro ruote e i famigerati autovelox. Mentre a Terni si va avanti tra esposti e carte bollate ad Acquasparta un ex assessore provinciale, Gianni Pelini, si è fatto promotore di una battaglia contro l’implacabile macchinetta installata 3 anni fa sulla Tiberina dalla polizia municipale con l’ok della stessa Provincia.
Contro quell’autovelox, piazzato a circa 370 metri dall’incrocio tra la Tiberina e la strada locale di Valleluva, era stata presentata una raffica di ricorsi da parte di altrettanti cittadini multati che, su iniziativa dell’ex assessore Pelini, avevano raccolto 300 firme in calce a una petizione di protesta.
Opposizioni che però erano state respinte dal prefetto. Ma Gianni Pelini non si è perso d’animo e, tramite l’avvocato Raffaela Sabatini, ha impugnato la decisione del prefetto davanti al giudice di pace Silvia Gorietti che ha accolto il suo ricorso. Un verdetto che ora può fare da apripista per molti altri ricorsi già presentati.
“La legge – spiega l’avvocato Sabatini – impone di collocare i dispositivi di controllo della velocità, fuori dai centri abitati, ad almeno un chilometro dal segnale che indica il limite massimo consentito. In presenza di intersezioni, la distanza di un chilometro, deve essere calcolata dal segnale con il quale viene ripetuto il limite di velocità dopo l’incrocio. Ebbene tale prescrizione normativa non risulta sia stata osservata dalla polizia municipale di Acquasparta”. A sostegno della legittimità dell’autovelox, Comune e Provincia hanno affermato che la strada di Valleluva non costituirebbe un’incrocio propriamente detto, ma un’accesso regolato, insomma una strada privata. Ma dalla presenza di segnaletica verticale di dare la precedenza e orizzontale nel punto di confluenza di Valleluva sulla Tiberina, collocate dalla stessa Provincia che è l’ente proprietario, si può dedurre con certezza – secondo l’avvocato Sabatini – che “si tratta, a tutti gli effetti, di una strada.

Ora la Provincia dovrà fare chiarezza sul suo operato: se si tratta di accesso privato deve avere le autorizzazioni previste e togliere la segnaletica orizzontale e verticale, se invece si tratta di una strada a tutti gli effetti, deve revocare il nullaosta rilasciato a suo tempo al Comune per installare l’autovelox su un’arteria extraurbana”.

 

Fonte: corrieredellumbria.corr.it

Fonte:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *