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Martano (Lecce) – Falso e peculato, a processo l’ex comandante della municipale di Martano

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giustiziaAvrebbe riscosso i pagamenti delle tasse di occupazione di suolo pubblico passando direttamente all’incasso dai commercianti senza che quel denaro confluisse nelle casse del Comune. Con le accuse di falso e peculato Costantino Iorio, l’ex comandante della polizia municipale di Martano, è stato rinviato a giudizio dal gup Vincenzo Brancato. Il processo si aprirà il prossimo 24 novembre dinanzi alla prima sezione penale. Iorio venne confinato agli arresti domiciliari alla fine di agosto con un’ordinanza emessa dal gip Alcide Maritati. Secondo le indagini condotte dai carabinieri, l’imputato si sarebbe appropriato di circa 3mila euro ricevuti in pagamento come riscossione della tassa per l’occupazione temporanea di spazi e aree pubbliche.

Per gli accertamenti effettuati dai militari del nucleo operativo di Maglie soprattutto con l’acquisizione dei documenti con le perquisizioni e i sequestri effettuati presso il Comando della Polizia Municipale di Martano emersero numerose irregolarità nella gestione degli introiti comunali. Iorio avrebbe ottenuto il denaro dal febbraio 2012 (da quando aveva assunto l’incarico di comandante della polizia municipale di Martano) fino a maggio dello scorso anno. Riscossione avvenuta nel corso delle feste organizzate a Martano (Fiera della Candelora, festa della Madonna dell’Assunta, Notte della Taranta) in contanti dai vari operatori e commercianti, anziché tramite bollettino postale, come invece sarebbe dovuto avvenire.

Lo stesso Iorio avrebbe rilasciato regolare ricevuta presa dai bollettari ma si sarebbe disfatto dei blocchi in suo possesso. Le bollette rilasciate dall’allora comandante furono però recuperate ad alcuni commercianti rintracciati spulciando i vari elenchi di partecipanti a queste fiere. Iorio avrebbe dovuto consegnare le somme all’ufficio economato del Comune di Martano ma di queste entrate non vi sarebbe stata traccia e il capo dei caschi bianchi venne arrestato. Ottenne la libertà dopo una settimana trascorsa ai domiciliari con un provvedimento dello stesso gip Maritati.

Nel corso dell’udienza preliminare, gli avvocati difensori Carlo Caracuta e Fabrizio Lamanna avevano chiesto il non luogo a procedere in quanto, secondo la tesi difensiva, c’erano coni d’ombra sulla ricostruzione del flusso del denaro mancante e non vi era la prova che l’allora comandante avesse occultato i bollettini. In ogni caso, il Comue di Martano, rappresentato dall’avvocato Antonio Ferente, si è costituito parte civile.

Tuttora dinanzi al giudice del Tribunale del Lavoro è pendente un procedimento disciplinare con il quale gli avvocati difensori hanno chiesto il reintegro sul posto di lavoro dell’ex comandante (ex articolo 700 del codice di procedura civile) con i criteri dell’urgenza.

Fonte: www.corrieresalentino.it

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