Questo articolo è stato letto 2 volte

ANCI in Stato-città, chieste al Governo risposte su fondo di solidarietà, sicurezza urbana e città metropolitane

videosorveglianza-sicurezza-telecamera
videosorveglianza-sicurezza-telecameraRisposte rapide ed esaurienti su tempi di erogazione ed entità del fondo di solidarietà; risorse certe e chiarezza sulle funzioni delle Città metropolitane; riaprire il dialogo sulla sicurezza urbana. Sono queste le richieste presentate al governo dall’Anci nel corso della conferenza Stato-città tenutasi oggi al Viminale, alla presenza del ministro Angelino Alfano e dei sindaci di Catania Enzo Bianco, di Bologna Virginio Merola e di Novara Andrea Ballarè.
Sul fondo di solidarietà 2014, compensativo dei mancati gettiti Imu e Tasi, il primo cittadino di Catania ha espresso a nome dell’Anci “tutta la difficoltà e l’incertezza dei Comuni ‎rispetto all’entità e ai tempi di erogazione”. “I Comuni non hanno obiezioni rispetto alla metodologia seguita per il riparto delle risorse – ha aggiunto Bianco – ma esprimono preoccupazione dovuta alle difficoltà di cassa segnalate da molti‎ sindaci. Ci auguriamo che a brevissimo il governo ci dia risposte chiare ed esaurienti’.
Stessa preoccupazione è stata espressa da Virginio Merola ma sul versante della legge Delrio e quindi dell’avvio delle Città metropolitane.
“Il percorso della legge 56 – ha detto Merola – ha nel nodo delle risorse la sua chiave principale. Non scioglierlo significherebbe dare ai nuovi soggetti urbani un’altissima percentuale di enti (le Province n.d.r.) dissestati. Questo inficerebbe pesantemente la partenza di una riforma già di complessa attuazione”. Il prossimo 5 agosto la conferenza Unificata discuterà sull’accordo riguardo funzioni e risorse, tuttavia, ha spiegato Merola,“l’accordo deve avere come prerogativa, oltre alla definizione di risorse certe, anche chiarezza su quali saranno le funzioni attribuite alle Città metropolitane”.
Merola ha quindi sollecitato “un’azione cogente del governo” nel monitoraggio di quelle funzioni che dalle Regioni passeranno alle Province o a Comuni e Unioni di Comuni. “Solo il monitoraggio – ha rimarcato – potrebbe non bastare ad evitare un ritorno ad un nuovo centralismo regionale. Ci aspettiamo un’azione incisiva per non pregiudicare nel merito la legge Delrio”.
Ultimo punto toccato dai sindaci ha riguardato la sicurezza urbana. I rappresentanti Anci, tramite Enzo Bianco e Andrea Ballarè hanno sollecitato l’esecutivo a “riprendere dialogo interistituzionale per dare a sindaci strumenti efficaci”.
 “Le nostre idee – ha argomentato il sindaco di Catania – sono calibrate per non gravare sul bilancio dello Stato bensì per migliorare la collaborazione tra istituzione ed efficientare i soggetti che si occupano di sicurezza nelle nostre città”.
In sintesi i sindaci hanno chiesto di intervenire per prima cosa sulla proposta bipartisan redatta la scorsa legislatura dai senatori Saia e Barbolini, quando si realizzò un testo che rivedeva, tra l’altro, le funzioni delle polizie locali. “Siamo pronti però – ha precisato Bianco – anche a valutare un disegno di legge di iniziativa governativa su cui calibrare il confronto con gli enti locali per un provvedimento condiviso ed efficace”.
Seconda priorità per i Comuni è poi quella di contrastare e prevenire fenomeni destabilizzanti come prostituzione, accattonaggio, abusivismo. “Su questi temi – ha continuato Bianco – le multe servono a poco perché quasi mai vengono pagate e quindi non rappresentano un valido deterrente. Riteniamo, invece, che si debbano immaginare iter legislativi che vadano verso sanzioni di impegno civile obbligatorio più applicabili rispetto alla sanzione pecuniaria”.
Infine, le proposte sui poteri di ordinanza dei sindaci e i comitati sull’ordine e la sicurezza. “Non ‘sindaci sceriffo’” – ha voluto rimarcare il primo cittadino di Catania – ma un perimetro certo dove i sindaci possano muoversi e come e quando intervenire per tutelare la sicurezza delle proprie comunità”.
Sulle ordinanze è intervenuto anche il sindaco di Novara Andrea Ballarè. “Non chiediamo maggiori poteri di ordinanza per sostituirci allo Stato ma per arginare il grande disagio sociale che c’è nelle città”. “Fatto 100 il problema della sicurezza urbana – ha proseguito Ballarè – l’80% è disagio sociale e la colpa di questo disagio i cittadini la attribuiscono al sindaco. Dobbiamo quindi intervenire subito per calibrare le giuste contromisure normative. Le città – ha aggiunto il sindaco di Novara – sono strette tra il vandalismo, la movida selvaggia, l’accattonaggio, l’abusivismo. Servono quindi risposte urgenti”. Quali? “Servizio civile obbligatorio. Troviamo chi imbratta un muro o un monumento? Bene, sarà il colpevole a pulirlo ma per fare questo servono le coperture normative”.

Fonte: www.anci.it

Fonte:

One thought on “ANCI in Stato-città, chieste al Governo risposte su fondo di solidarietà, sicurezza urbana e città metropolitane

  1. Che male fanno le prostitute maggiorenni e consenzienti ed i loro clienti sulle strade, se non compiono intralcio al traffico e/o atti osceni sotto la vista pubblica? Basta con quest’assurda “Meretriciofobia”!
    Voglio sottolineare che gli avvalenti delle meretrici in Italia sono ben undici milioni dei quali nove milioni affezionati alle stradali che sono le più economiche di tutte. Quindi, cari politici, in considerazione del fatto che nove milioni di votanti non sono pochi e che a fare la differenza sono proprio gli elettori indecisi, OCCHIO AI VOTI!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *