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Marassi – Scontri e rabbia polizia e vigili in rivolta “Stadio troppo pericoloso”

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stadio-carbinieri-rivolta-marassiIl pre partita caldissimo di Samp-Eintracht rilancia le polemiche “Impossibile gestire l’ordine pubblico fra auto in sosta e bidoni-nascondigli”

Inadeguato, vecchio, soprattutto pericoloso. Dopo gli scontri tra tifosi della Sampdoria e dell’Eintracht, con un funzionario della Questura e un supporter tedesco feriti, il sindacato di polizia Silp-Cigl spara a zero su Marassi e punta il dito sulla questione sicurezza. “È bastata un’amichevole per far venire ancora a galla tutti i problemi”, interviene Roberto Traverso, segretario generale provinciale del sindacato Silp Cgil. E per la prima volta si schiera con la polizia anche un sindacato della polizia municipale, il Diccap, che minaccia il blocco degli straordinari la domenica “per garantire l’incolumità dei colleghi”, avverte il segretario provinciale Claudio Musicò. Che fa una proposta al collega del Silp. “Incontriamoci e parliamone, prima di dover scrivere “noi l’avevamo detto””.

È una partita che va avanti da anni quella sul futuro dello stadio Ferraris. Da anni si parla di spostarlo, proprio perché incastonato com’è nel quartiere, è un’impresa garantire l’ordine pubblico.

“La Prefettura si ostina a dire che con le nuove cancellate è a norma di legge, invece non rispetta il decreto Pisanu, poi ripreso da Maroni, che vuole che ci sia attorno una “corona”, una sorta di anello, per permetterci di bonificare e isolare i punti a rischio, in cui per esempio i tifosi nascondono le “armi””. Traverso si riferisce al fatto che sabato sera, alcuni sostenitori della Samp hanno teso un agguato a Ponte Serra ai tedeschi. Con mazze, bastoni, aste di ferro, hanno tentato di assalire gli avversari che transitavano in via Moresco. “In mezzo ai due schieramenti, intrappolati, ci sono rimasti venti agenti del Sesto reparto mobile – spiega Traverso – . I sampdoriani hanno distrutto gli scudi, danneggiato due furgoni, ma se ci fosse stata “un’area sterile”, inaccessibile, attorno allo stadio, questo non sarebbe successo perché queste armi le avremmo trovate”. La polizia è riuscita a disperdere i tifosi con una carica e i lacrimogeni. “Era stata effettuata una rilevante attività di controllo, proprio per evitare che si andassero ad armare, ma è evidente che non è bastato. Erano schierati 200 uomini, se si pensa che era un’amichevole è assurdo, ma vedendo quello che è accaduto erano pochi. Se in quel punto non ci fossero state auto posteggiate e bidoni che vengono utilizzati come nascondigli, ripeto, tutto questo non sarebbe successo”. Ma ogni volta che c’è una partita non si può spostare un quartiere.

“È evidente che lo stadio deve essere collocato in un altro punto. Ci vuole un progetto, ma è proprio la prefettura la prima ad assumere questo atteggiamento di immobilismo, perché dopo tanti incontri, in tanti anni, non è stato fatto nulla. Senza contare che i tifosi hanno fatto quello che hanno voluto, tenendo in scacco la città un giorno. I colleghi erano schierati dall’una di pomeriggio, sono stati lì senza mangiare, e se ne sono andati ben dopo mezzanotte perché dovevano scortare i tifosi dell’Eintracht. Quanto costa ai genovesi il teatrino del calcio genovese? Vengano il ministro Alfano, il presidente del Consiglio Renzi che blocca gli stipendi o il sindaco Doria – conclude Traverso – a garantire l’ordine pubblico a favore di Ferrero e Preziosi. A rischiare la pelle invece ci sono lavoratori che guadagnano 1200 euro al mese!”.

Anche la polizia municipale se l’è vista davvero brutta. Una pattuglia che si trovava a Ponte Serra è finita nel mirino degli ultras. “Sono stati sfiorati da petardi e lacrimogeni, hanno chiesto al comando cosa dovessero fare, ma nessuno ha risposto loro. Così sono saliti in macchina e hanno raggiunto un punto sicuro. Poi è arrivata la polizia a sedare gli animi, in venti a rischiare la vita”, racconta Musicò. Il problema è che i vigili, come ha sottolineato più volte il sindaco Doria, non devono occuparsi di ordine pubblico, ma “traghettare” centinaia di tifosi per le vie della città, è come occuparsi di ordine pubblico. “Anche noi corriamo gli stessi rischi di polizia e carabinieri, ma non siamo pagati per farlo e non abbiamo neppure scudi, caschi e giubbotti per garantire la nostra sicurezza”. È un film che si ripete tutte volte che si gioca una partita. “Il problema è che si cerca di nascondere l’ordine pubblico dietro a provvedimenti di viabilità, di controllo di regolamenti.

L’ordinanza del prefetto prevede che i vigili possano essere utilizzati solo per viabilità, anche se nei cortei siamo sempre all’inizio, in mezzo e alla fine… “. C’è sempre un problema di gestione della sicurezza. “Avevamo proposto, ancora quando c’era il vecchio comandante, di allargare le chiusure delle strade, in modo da trovarci sempre a ridosso dei cortei e con la polizia che controlla. Non è mai stato fatto niente perché con questa organizzazione, servirebbero almeno il doppio degli uomini. Questo significa straordinari in più, ma il Comune non vuole spendere a scapito della nostra incolumità”. Il clima è teso. “Chiederemo ai colleghi di non aderire allo straordinario, in quanto non è obbligatorio, per motivi di sicurezza”.

Fonte: genova.repubblica.it

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