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Battipaglia – Immigrato pestato a sangue «Solo per aver urtato tavolini di un bar»

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agenti_polizia_mercatoDenuncia alla polizia e ai vigili urbani, assistito dalla Cgil

Aggredito davanti ai suoi figli. Said Fettachi, 31enne nato in Marocco, in Italia da tredici anni, è stato picchiato davanti ad un bar a Battipaglia da quattro persone, tra l’indifferenza della gente e i pianti dei suoi due bimbi di cinque e due anni. Alle 20 di domenica sera tornava a casa tenendo per mano i due bambini e per raggiungere il suo portone in via Roma, si trovava a passare tra i tavolini esterni del bar che vi confina e occupano il marciapiede. Da tempo in molti in zona si lamentano del fatto che ci sia poco spazio per il passaggio, racconta Said. Quella sera la sua bimba ha urtato la testa contro un tavolino cadendo e facendolo cadere, le persone sedute si sono avvicinate chiedendogli se andasse tutto bene, ma per Said non andava bene affatto. Era stanco di questa situazione, di dover attraversare per strada per evitare gli sguardi dei clienti abituali del bar, come ha fatto sua moglie due anni fa, venendo così investita da un’auto.

L’INIZIO DELLA LITE – «Così non va bene – ha detto Said al proprietario del bar – noi dobbiamo poter passare, lui mi ha risposto “io le mani con te non me le sporco”, ci hanno pensato i suoi amici, mi è arrivato un pugno in faccia, sono caduto, in quattro mi picchiavano ed io non capivo nulla, cercavo di scappare, c’era un sacco di gente, ma nessuno mi aiutava. Questi mi tenevano e mi dicevano “nero di merda”, “te ne devi andare al paese tuo” io non parlavo – continua Said – cercavo solo con gli occhi i miei figli. Sono riuscito a scappare, a citofonare a mia moglie, cercavo di aprire con le chiavi per salvare i bambini, lei è scesa e li ha portati via, nel frattempo è arrivata la polizia e l’ambulanza».

LE DENUNCE – Cinque giorni di prognosi, escoriazioni, tumefazione del labbro superiore e inferiore e tanta rabbia per Said nel vedere il bar aperto come se nulla fosse successo. Intanto è partita una denuncia al commissariato di Polizia di Battipaglia per aggressione contro i quattro responsabili, una denuncia ai vigili urbani di Battipaglia perché i tavoli del bar ostruiscono il passaggio e Said si è rivolto alla CGIL nella sede di Battipaglia per essere assistito da un legale e fare causa penale ai suoi aggressori. In tredici anni non aveva mai sentito ostilità, per vivere fa il carrozziere ed ha un regolare permesso di soggiorno. I due figli, nati a Salerno, frequentano la scuola locale, la moglie fa la badante e lei paura ne aveva da tempo, perché gli screzi non erano una novità. Aveva paura delle minacce e voleva cambiare zona, e come spesso le mogli fanno con i mariti aveva chiesto al suo di lasciar perdere le occhiatacce e le intimidazioni. Said ha scelto di parlare, di denunciare e di non avere paura.

 

 

Fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it

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