Questo articolo è stato letto 0 volte

Al via riduzione dei permessi e distacchi sindacali nella p.a.
Dal 1° settembre 201 saranno ridotte del 50% le prerogative sindacali nelle p.a. Esenti Rsu, Forze di Polizia, ordinamento civile e Corpo dei Vigili Fuoco – Circolare Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Funzione Pubblica, 20/8/2014, n. 5

al-via-riduzione-dei-permessi-e-distacchi-sindacali-nella-p-a-dal-1-settembre-201-saranno-ridotte-del-50-le-prerogative-sindacali-nelle-p-a-esenti-rsu-forze-di-polizia-ordinamento-civile-e-cor.jpg

Con la conversione in legge del decreto-legge di riforma della p.a., il Ministro Madia ha firmato in data 20 agosto 2014 la circolare n. 5/2014 in materia di riduzione dei permessi e distacchi sindacali nelle pubbliche amministrazioni.

La circolare (attualmente in corso di registrazione presso i competenti organi di controllo) fornisce alle amministrazioni pubbliche e alle associazioni sindacali indicazioni in ordine alle modalità di applicazione dell’articolo 7 del decreto-legge n. 90/20014 che ha disposto, a decorrere dal 1° settembre 2014, la riduzione del 50% delle prerogative sindacali nelle p.a. La riduzione, si precisa, “è finalizzata alla razionalizzazione ed alla riduzione della spesa pubblica”.

Ricordiamo che il permesso sindacale consiste nelle ore (retribuite) in cui il dipendente pubblico può partecipare a un’assemblea di lavoro durante il proprio orario lavorativo. Il distacco sindacale consiste invece nel periodo (più lungo) in cui allo statale viene assegnato un ruolo di rappresentanza sindacale. In questo periodo di tempo il lavoratore viene “prestato” al sindacato senza perdere il proprio posto.

Adesso entro il 31 agosto, come prevede la circolare, “tutte le associazioni sindacali rappresentative dovranno comunicare alle amministrazioni la revoca dei distacchi sindacali non più spettanti”. Nel provvedimento firmato dalla Madia si precisa che il rientro nelle amministrazioni dei dirigenti sindacali oggetto dell’atto di revoca avverrà nel rispetto del contratto collettivo nazionale quadro sulle prerogative sindacali, “nonché delle altre disposizioni di tutela”. Sulle garanzie viene spiegato che “Il dipendente o dirigente che riprende servizio al termine del distacco o dell’aspettativa sindacale può, a domanda, essere trasferito – con precedenza rispetto agli altri richiedenti – in altra sede della propria amministrazio ne quando dimostri di aver svolto attività sindacale e di aver avuto il domicilio nell’ultimo anno nella sede richiesta ovvero in altra amministrazione anche di diverso comparto della stessa sede”.

Il taglio del 50% ”non si applica” alle Rsu, ovvero alle Rappresentanze sindacali unitarie. Esenti anche Forze di Polizia, ordinamento civile e Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco: “in sostituzione della riduzione del 50 per cento si prevede che alle riunioni sindacali indette dall’amministrazione possa partecipare un solo rappresentante per associazione sindacale”. Comunque sia “Limitatamente ai distacchi”, viene spiegato, “la decurtazione del 50 per cento non trova comunque applicazione qualora l’associazione sindacale sia titolare di un solo distacco”.

Cgil: “Non ridurrà nostra attività”
“Chiaramente metterà in difficoltà'” ma “siamo forti e continueremo ad esercitare la nostra funzione sindacale”. Così Michele Gentile, responsabile dei settori pubblici per la Cgil nazionale, commenta il dimezzamento dei permessi e distacchi sindacali. L’attività sindacale assicura non diminuirà. “Non ne abbiamo condiviso le motivazioni e continueremo a non condividerle – ha aggiunto Gentile – ma siamo tenuti ad applicare la legge. È chiaro che è una misura che mette in difficoltà perchè c’è minore possibilità di esercitare una funzione sindacale”.
Secondo i calcoli elaborati da fonti sindacali il dimezzamento dei distacchi sindacali colpirà oltre un migliaio di persone.

(Comuni.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *