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Frodi RCA: Garante Privacy dà l’ok all’archivio informatico

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pc-computerIl Garante per la privacy ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto per l’istituzione dell’archivio informatico integrato.

Come far calare le tariffe RCA? Anche con la lotta alle truffe: parliamo di risarcimenti gonfiati, inicidenti mai avvenuti, lesioni fisiche fasulle. Il tutto condito da testimoni che sbucano d’incanto per ottenere i rimborsi. Un guaio che si ripercuote negativamente sulla collettività, dal momento che saranno poi tutti a pagare le RCA più care, per via dei costi a carico delle Assicurazioni, immediatamente scaricati sugli automobilisti, anche quelli virtuosi, che non causano mai sinistri. Una situazione caldissima specie in certe zone del Sud, come Napoli e Caserta, dove le frodi raggiungono i picchi, e con queste le tariffe RCA. La soluzione è anche un archivio informatico integrato contro le truffe assicurative: è stato appena fatto un passo avanti importante, perché il Garante per la privacy ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto per l’istituzione e il funzionamento del database unico.

UNA MAREA DI INFORMAZIONI – Il nuovo archivio sarà istituito presso l’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni, con lo scopo di fornire dati alle imprese di assicurazione (per la valutazione del livello di anomalia di ogni sinistro e per la loro liquidazione) e agli altri soggetti previsti dal regolamento come autorità giudiziaria e forze di polizia (per finalità antifrode). In un unico database, ci saranno tutte le informazioni di numerose banche dati, da quella dei sinistri, all’anagrafe testimoni, passando per l’anagrafe danneggiati. Fino alla banca dati dei contrassegni assicurativi, all’archivio nazionale dei veicoli, all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida e al PRA (Pubblico registro automobilistico). Più la banca dati contenente le informazioni relative al ruolo dei periti assicurativi. All’archivio informatico integrato confluiranno anche le informazioni sull’installazione e attivazione delle scatole nere, che registrano i sinistri. Sempre per prevenire le frodi. Dai dati raccolti, l’Ivass sarà in grado di calcolare per ogni sinistro un indicatore di anomalia: scatterà l’allarme rosso in caso di rischio di fenomeni fraudolenti. Che verrà comunicato alle imprese di assicurazione coinvolte.

QUESTIONE DI PRIVACY – Chiaramente, il problema affrontato dal Garante riguardava i potenziali rischi per la privacy dei cittadini: fin dove ci si può spingere a controllare i dati dei testimoni e delle persone coinvolte in un sinistro? Il ministero dello Sviluppo economico aveva chiesto il parere del Garante su uno schema di decreto del i recante il regolamento per l’istituzione e il funzionamento dell’archivio informatico integrato di cui all’articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, numero 179, convertito con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, numero 221.Verranno utilizzati solo dati pertinenti e non eccedenti, oltre che espressamente individuati, rispetto alle specifiche finalità perseguite dall’Ivass con questa iniziativa. Sentito il Garante, ora devono essere stabilite le modalità di connessione delle banche dati, i termini, le modalità e le condizioni per la gestione e conservazione dell’archivio e per l’accesso al medesimo da parte delle pubbliche amministrazioni, dell’autorità giudiziaria, delle forze di polizia, delle imprese di assicurazione e di soggetti terzi, nonché gli obblighi di consultazione dell’archivio da parte delle imprese di assicurazione in fase di liquidazione dei sinistro.

 

Fonte: www.sicurauto.it

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