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Ecco dove sono i 326 vigili urbani di Messina. Ferlisi: “Assunzioni, proclamare emergenza. Colletti bianchi indisciplinati”

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vigili_stagionali«Un organico ridicolo». Così Calogero Ferlisi definisce, riferendosi agli aspetti quantitativi, il contingente di cui dispone per assicurare alla città di Messina i servizi di Polizia municipale che sarebbe tenuto a garantire in qualità di comandante del Corpo: «Secondo i parametri fissati dalla Regione, con decreto assessoriale, nel 1993 – ricorda – basati su superficie, popolazione, scuole e quartieri, dovremmo essere 1.108. In realtà, siamo appena un terzo, 326, con un’età media ben oltre i 50 anni». Potrebbe essere questa la sintesi di una situazione critica per la quale, secondo il dirigente, sarebbe opportuno che il Governo emettesse un’altra ordinanza che, come nel dicembre 2007, proclami l’emergenza traffico. Senza dimenticare le responsabilità della politica locale, né dei cittadini: «Gli automobilisti più indisciplinati – confessa – sono i colletti bianchi. Spesso sono coloro che hanno visibilità mediatica e ritroviamo in televisione a condannare il modo in cui vanno certe cose». Calogero Ferlisi, comandante della Polizia municipale

CONCORSI. E dire che, da 13 anni a questa parte, da quando Ferlisi ha assunto la guida della Polizia municipale della città, di tentativi per migliorare le cose ne ha fatti: «Purtroppo – rileva – l’ultimo concorso per assunzione a tempo indeterminato risale a un quarto di secolo fa, al 1989. Decisamente poco per una città che ha certe caratteristiche geomorfologiche ed è sottoposta a servitù coattiva nei confronti dei tir». In passato, gli uffici hanno effettuato degli studi su città del territorio nazionale simili a Messina per tipologia: «Ne è venuta fuori – afferma il comandante – una media di un concorso per assunzione a tempo indeterminato ogni 10 anni. La colpa è della politica, di chi ha governato in tutto questo tempo. Non si è tenuto conto che la Polizia municipale è il fiore all’occhiello dell’amministrazione locale, oltre che il suo braccio operativo. Il vigile urbano è colui che per primo, agli occhi dei cittadini, rappresenta il Comune sul territorio. Purtroppo, e questo mi amareggia, gli stessi cittadini fanno risalire spesso certe carenze ad aspetti gestionali del Corpo. E’ chiaro che tutti dobbiamo migliorare e io per primo ascolto e cerco di prendere in debito conto i consigli della gente, ma non si possono far le nozze coi fichi secchi».

SERVIZI. Malgrado le oggettive carenze di organico, Ferlisi si dice soddisfatto che si riescano a garantire i servizi essenziali: «Sono tante le incombenze ex lege, come la tutela del territorio, l’annona, l’attività di polizia giudiziaria. Alla sicurezza stradale destiniamo un’aliquota importante ma devono lavorare anche gli altri reparti. Adesso, tra l’altro, tra permessi, ferie e nuove ordinanze, abbiamo il dovere di assegnare alla viabilità un quantitativo superiore di personale rispetto a quello in organico, senza tralasciare gli altri servizi». Una situazione ancora più difficile da gestire, una coperta che si fa sempre più corta, in presenza di quelle che il comandante definisce «richieste esogene», ovvero espresse da Questura e Prefettura per le competenze residuali in materia di ordine pubblico: «Si pensi alle partite allo stadio, agli sbarchi dei migranti, alle processioni. Oltre agli oneri economici, per legge devo accordare agli uomini in servizio un giorno di riposo nella giornata successiva all’evento e comunque entro i 15 successivi, con riflessi ulteriormente negativi sull’organizzazione del lavoro». Proprio per ovviare a questo genere di difficoltà, Ferlisi ha chiesto al sindaco di mettere a punto un regolamento che trasferisca determinati oneri ai privati. Così facendo, si potrebbero trasferire i costi del personale alle compagnie di navigazione, quando si deve gestire il controesodo, o alle società, durante le manifestazioni sportive: «In nord Italia – spiega – si fa così».

CITTADINI INDISCIPLINATI. A complicare le cose, è la totale mancanza di disciplina dei messinesi al volante: «Ammetto che se anche disponessi dei 1.108 vigili di cui sopra potrebbero non bastare. Ce ne vorrebbe quasi uno per ogni cittadino. Negli anni ho sperimentato che le peggiori infrazioni le compiono i colletti bianchi. O coloro che vanno in tv a lamentarsi e a condannare il modo in cui vanno le cose».

EMERGENZA. Per dare un impulso importante, in positivo, Ferlisi ritiene sia indispensabile un intervento del Governo nazionale. Anche di questo ha parlato con Renato Accorinti, con il quale i rapporti stanno sensibilmente migliorando, dopo le note frizioni iniziali. Secondo il comandante, sarebbe necessaria una nuova Ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri (Opcm), come la 3633 del 5 dicembre 2007 che prevedeva “interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare l’emergenza ambientale determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nella città di Messina”: «L’emergenza non è mai stata risolta – sostiene, rimarcando quanto è sotto gli occhi di tutti – tra l’altro, in quell’Opcm era prevista l’assunzione di centinaia di vigili urbani. Il Governo dovrebbe riconoscere la specificità del nostro territorio sotto il profilo viario. Abbiamo le stesse strade che c’erano nel dopoguerra. Solo due arterie longitudinali a forte vocazione residenziale. Da anni predico di non costruire supermercati lungo gli assi viari principali e di non rilasciare tutte queste concessioni edilizie. Ma non vengo ascoltato».

NUOVE ASSUNZIONI. Per fa fronte all’emergenza, nell’immediato, Ferlisi conta di richiamare in servizio i vincitori del recente concorso a tempo determinato, i 20 già impegnati in passato e i 12 idonei che non hanno mai lavorato: «Attendo la fine dell’anno per capire quali sono le effettive risorse economiche di cui dispongo. Avrei potuto farlo prima ma impegnarli sono per un mese non sarebbe stato serio». Le risorse saranno attinte dai proventi delle contravvenzioni, secondo quanto prevede l’articolo 208 del codice della strada. Del resto, proprio l’attività di accertamento sta dando grandi risultati grazie all’impiego dello scout system. Dal 18 al 30 agosto scorsi sono stati elevati 554 verbali. Sono circa 1.500, dallo scorso 21 luglio.

REPRESSIONE. «La repressione, in questa città, purtroppo, ci vuole – conclude Ferlisi – come ci vuole la presenza capillare dei vigili urbani, tale da favorire un’attività sistematica e non a macchia di leopardo, come accade adesso. La presenza dei vigili sul territorio è fondamentale. Garantisce sicurezza, fa sentire i cittadini maggiormente tutelati e agisce da deterrente contro eventuali violazioni».

Non resta che andare fino in fondo a questa operazione trasparenza e vedere dove sono oggi effettivamente collocati i 326 agenti in forza al Corpo di Polizia municipale di Messina, ricordando che oltre al dirigente, Ferlisi, ci sono in organico 45 ispettori superiori.

 

Fonte: www.messinaora.it

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