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Psicologi: formazione e benessere.

agente_pmLa Polizia di Stato e l’Esercito hanno psicologi al loro interno, fanno parte della loro organizzazione. Personale che esegue formazione ma anche un supporto in caso di bisogno.

Nella Polizia Municipale non sono previste figure di psicologi all’interno, ma questo è un bene?

Riguardo alla formazione professionale, pensiamo al delicato compito di raccogliere testimonianze, o intervenire su violenze in famiglia, assistita, con minori, o quando operatori si trovano a rilevare incidenti mortali e comunicare il decesso ai famigliari delle vittime, è proprio utile NON avere psicologi all’interno per formazione e un eventuale supporto?

Premesso che per gli operatori di polizia municipale lavorare in un piccolo centro sia diverso dal lavorare in una grande città, sia per le mansioni principali che per la conflittualità e gli imprevisti frequenti, comunque ogni operatore/operatrice necessita di formazione e, in certe situazioni, anche per una difficile circostanza personale del momento, può necessitare di un appoggio psicologico.

Non dimentichiamo che siamo, anche noi operatori ed operatrici di polizia municipale, umani con problemi annessi e connessi di famiglia con tutto ciò che ne consegue: non sempre riusciamo a non portarci a casa i problemi del lavoro e non sempre riusciamo a non portarci al lavoro i problemi di casa, specie problemi pesanti come un lutto, una separazione, una grave malattia, ecc.

Credo che il primo incidente mortale ce lo ricordiamo tutti. Ma cosa ne sa uno psicologo esterno al nostro lavoro, di quali siano le emozioni provate sulla strada a rilevare un incidente mortale? Specie dove coinvolta è una persona giovane o un bambino? E cosa si prova a comunicarne il decesso ai famigliari?

Non dimentichiamo che dalla comunicazione del decesso inizia l’elaborazione del lutto. Cosa ne sa uno psicologo esterno al nostro lavoro del coinvolgimento emotivo durante il rilievo di un incidente stradale grave? Cosa ne sa, se non solo immaginato o sentito dire da esperti, della concitazione dei presenti, coinvolti, sopraggiunti, curiosi, ecc.? e di come sia molto facile falsare le testimonianze in modo inconsapevole anche per pregiudizi e, anche, sempre in modo inconsapevole, indurre falsi ricordi, asserzioni implicative, da parte degli operatori?

Poi ci sono altre situazioni come TSO, risse, servizi in cui è chiesto di intervenire, ma siamo sempre formati ed equipaggiati anche da un punto di visto psicologico? Oppure dopo ci sfoghiamo a casa con i famigliari?

Forse è il caso di iniziare a procedere come Polizia di Stato ed Esercito: avere psicologi all’interno per

formazione e supporto perché un interno conosce meglio il nostro mestiere e le varie problematiche, meglio di chi ha la laurea ma “non si è mai sporcato le mani sulla strada”.

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