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Alfano, “Altro che omicidio stradale, serve l’ergastolo della patente”

“La licenza di guida non si può trasformare in licenza di uccidere. Chi si droga deve subire controlli strettissimi”, spiega il Ministro. “Bisogna essere chiari: siamo tutti favorevoli a introdurre il reato di omicidio stradale (per chi si droga, chi si urbiaca, sapendo che poi si deve mettere alla guida), ma dobbiamo fare di più, dobbiamo imporre l’ergastolo della patente”.

Così il Ministro Alfano ha svelato la nuova frontiera nella lotta agli incidenti stradali. “In tema di contrasto – ha continuato Alfano – chi si mete alla guida dopo aver assunto droghe di vario genere rende difficile per le forze dell’ordine i controlli: ci sono oggettive difficoltà di individuare subito la presenza in corpo di sostanze stupefacenti. Ecco perché l’ergastolo della patente e controlli più frequenti per chi si droga sono fondamentali”. Il ministro in sostanza propone controlli frequenti e strettissimi per chi risulta consumatore abituale di stupefacenti, perché la patente deve essere solo una licenza a guidare, non ad uccidere. E chi sgarra incappa nella pena dell’ergastolo della patente.

“Non esiste – ha continuato Alfano – un diritto assoluto alla patente per chi ha altera abitualmente il proprio comportamento con l’uso continuo di sostanza stupefacenti. Lo dico citando il numero di 27.700 mila morti l’anno in Europa che muoiono per incidenti stradali. Chi non ha pianto su una bara di un amico o un parente per un incidente stradale? Quanti hanno poi negli anni seguito le sorti delle vittime degli incidenti stradali?”

Chi dice che la sicurezza stradale italiana è un modello non sbaglia – ha poi concluso il ministro – e l’Europa sta facendo di più al mondo sul tema per la sicurezza stradale.Le vittime sono in costante dimunuzione dal 1970, ma non ci accontentiamo, perché fino a quando anche solo una persona morirà dobbiamo lavorare senza sosta”. “Il libro bianco sul trasporto aveva come obiettivo nel 2001 il dimezzamento delle vittime entro il 2010. L’Italia è riuscita a raggiungerla (42% rispetto al target del 50) oggi l’Europa chiede di più e dobbiamo farcela. E’ un obiettivo che richiede una politica più rigorosa. Quella che vogliamo mettere in campo”.

Fonte: www.repubblica.it

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