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A Montecitorio si parla di Comuni

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montecitorioLunedì 6 ottobre, alle 11 presso Palazzo Montecitorio, si è svolto l’incontro “I Sindaci d’Italia nell’Aula di Montecitorio. Idee per il futuro del Paese”.
L’iniziativa – che è stata introdotta dal presidente della Camera Laura Boldrini – nasce dall’esigenza di discutere a livello interistituzionale delle questioni di particolare interesse per l’Anci e per i Comuni ovvero ambiente, finanza locale, immigrazione e asilo, legalità, politiche di genere, ordinamento e welfare (> consulta programma e note organizzative).
Sull’ambiente sono intervenuti Massimo Zedda, sindaco di Cagliari ed Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente. Sulla finanza locale, Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno, Attilio Fontana, sindaco di Varese, Francesco Boccia, Presidente della Commissione Bilancio, Daniele Capezzone, Presidente della Commissione Finanze.
Su immigrazione e asilo hanno parlato Enzo Bianco, sindaco di Catania e Francesco Paolo Sisto, presidente della Commissione Affari costituzionali. Sulla legalità hanno preso la parola Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno e Donatella Ferranti, presidente della Commissione Giustizia.
Le politiche di genere hanno visto gli interventi di Sara Biagiotti, sindaco di Sesto Fiorentino e Roberta Agostini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali. Sull’ordinamento sono intervenuti Umberto Di Primio, sindaco di Chieti e Danilo Toninelli, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali. Sull’ultima tematica, quella che riguarda il welfare, hanno parlato Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e Pierpaolo Vargiu, presidente della Commissione Affari sociali.
Le conclusioni saranno di Piero Fassino, presidente dell’Anci, Maria Carmela Lanzetta, ministro degli Affari regionali e delle autonomie e Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. L’incontro verrò trasmesso in diretta dal canale satellitare e dalla web tv della Camera e dalla Rai. Fassino: “serve conferenza interistituzionale per condividere scelte” “Ci sono le condizioni per aprire una stagione nuova ma serve reciproco ascolto e volontà di condivisione. Come Anci siamo disponibili ad un confronto costante, che vada al di là delle audizioni formali e proponiamo una conferenza interistituzionale, da svolgersi mensilmente, a cui partecipino i presidenti di Camera e Senato, i Ministri per gli Affari regionali e dei Rapporti con il Parlamento e i presidenti delle Regioni e dell’Anci. Sarebbe un modo per dare una forma condivisa alle attività istituzionale e per dare un’immagine di condivisione al tutto il Paese”. Così il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, nel suo discorso davanti a circa seicento sindaci, intervenuti oggi a Roma all’incontro tra primi cittadini e Parlamento organizzato nell’Aula di Palazzo Montecitorio. Fassino ha esordito ringraziando il presidente Boldrini “che, a pochi giorni dal congresso nazionale dell’Anci, ha voluto dare un riconoscimento così importante al ruolo centrale de sindaci e dei Comuni, naturali destinatari di ansie e aspettative delle comunità. Non c’è tema – ha ammonito il presidente Anci – che non passi per le nostre scrivanie”.

Fassino ha poi riassunto le principali richieste dei Comuni, illustrate per singole tematiche durante il dibattito della mattina, premettendo che i sindaci “non vogliono favori ma che si tenga conto della loro esperienza quotidiana e delle esigenze dei cittadini”.
“Chiediamo a Parlamento e governo di ascoltare le nostre domande a partire da quella che nasce da una contraddizione che va avanti da anni. La crisi – ha spiegato – da una parte fa aumentare la richiesta di sostegno, dall’altra, anno dopo anno, significa restrizione continua di risorse”. Proprio parlando degli anni della crisi, Fassino ha precisato come tra il 2010 al 2013 si è passati da 16,5 a 2,5 miliardidi trasferimenti ai Comuni.
Dal 2007 ad oggi il comparto ha contribuito al risanamento del Paese per oltre 17 miliardi euro. Inoltre, sull’intero debito pubblico i Municipi fanno segnare solo il 2,5% del totale, mentre a livello di spesa sono scesi al 7,6%.
“Uno sforzo enorme – ha denunciato il presidente Anci – che non è stato imposto né allo Stato né sue amministrazioni. Questo suscita amarezza, a cui si aggiunge il dover assistere a chi periodicamente ci indica come luogo di spreco. Noi invece abbiamo razionalizzato, tagliato, risparmiato e, nonostante ciò, abbiamo tenuto aperti gli asili nido, abbiamo dato assistenza ad anziani e disabili, promosso la cultura e assicurato il trasporto pubblico locale. Per queste cose i sindaci spendono i loro soldi”. Entrando nel dettaglio delle richieste, il sindaco di Torino ha poi messo al centro “l’autonomia finanziaria, a partire dal superamento del patto di stabilità che è diventato una cappa opprimente che blocca gli investimenti.
Sia chiaro – ha rimarcato – che noi non vogliamo il ritorno all’epoca della spesa ‘facile’, ma chiediamo solo di poter tornare ad investire e mobilitare capitali”. Altro tema sollevato è stato quello dell’autonomia fiscale, su cui l’auspicio è di andare verso “il superamento del sistema misto di tassazione per cui nei Comuni si decidono le aliquote e ad incassare è in gran parte lo Stato. Si decidano i tributi in carico ai Comuni – la proposta del sindaco di Torino – e si lasci a loro la titolarità in esclusiva di decidere come incassarli”.
“I Comuni sono arrivati a un punto limite oltre il quale non possono assolvere alle proprie responsabilità. Si apra una nuova stagione di confronto – ha ribadito e concluso il presidente Anci – che riconosca ai Comuni il pieno riconoscimento della propria autonomia, negli anni sempre più compressa e mortificata”.

 

Fonte: www.comuni.it

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