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Gestione parcheggi a pagamento. Quando è obbligatoria la custodia – a cura dell’ Avv. F. Dimita

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Nel contratto di posteggio, tra il gestore e il conducente si instaura un rapporto giuridico che vede, da una parte, il dovere del primo di eseguire la prestazione e, dall’altra, il diritto soggettivo del secondo alla prestazione del servizio. Tuttavia è bene sottolineare che il pagamento effettuato dall’utente mediante dispositivi di controllo della durata della sosta non rappresenta, nel parcheggio incustodito, la controprestazione di un rapporto privatistico, ma il mero adempimento di un’imposizione tributaria: infatti l’art. 7, comma 1, lett. f) del Codice della Strada (d.lgs. 285/1992), prevede la possibilità di destinare zone cittadine a parcheggio con dispositivi di controllo della durata della sosta a pagamento. Nella fattispecie in esame, e cioè quando invece l’area è custodita, tra il conducente di un veicolo e il titolare del parcheggio si instaura un rapporto privatistico. Il procedimento di formazione di questo contratto è quello dell’offerta al pubblico di cui all’art. 1336 cod. civ.

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