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Carta di circolazione, tanto rumore per nulla? Chiarimenti e precisazioni

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polizia-localeSi è scatenato il solito putiferio tutto italiano, attorno alla nuova norma sulla carta di circolazione che dal prossimo 3 novembre prevede l’unificazione dell’intestazione su patente e libretto pena multe che possono arrivare fino a 705 euro. Quel che non tutti hanno capito, leggendo velocemente, è che la norma riguarderà solo alcune fattispecie e assolutamente non i famigliari.

Le prime due cose da sapere sulla carta di circolazione ‘aggiornata’ sono: 1) i casi di mezzi affidati all’uso di famigliari conviventi saranno esenti dalla disposizione; 2) le novità in questione non avranno effetto retroattivo, dunque si applicheranno solo alle cessioni senza intestazione avvenute a partire da lunedì 3 novembre.

Il Ministero dei Trasporti ha emanato una circolare di chiarimenti molto dettagliata, nella quale si precisa appunto che la norma sulla carta di circolazione è l’applicazione di quanto già stabilito nel 2010 ed è stata anticipata lo scorso luglio da una direttiva del ministero dell’Interno, destinata alle Motorizzazioni.

Di fatto, quindi , si rende operativo l’articolo 94 del codice della strada che disciplina il “divieto di intestazione fittizia dei veicoli“. La circolare 15513 dello scorso luglio mette in evidenza che le predette procedure informatiche non si applicano ai veicoli in disponibilità di soggetti che effettuano attività di autotrasporto sulla base dell’iscrizione all’albo degli autotrasportatori, sia in conto di terzi che conto proprio, chi è iscritto al REN e alle autorizzazioni rilasciate al trasporto di persone.

Non è necessaria la coincidenza tra intestazione e utilizzatore quando l’utilizzo è occasionale o inferiore a 30 giorni, ciò vuol dire – ad esempio – che il fratello che lavora fuori e torna nel week end in treno e utilizza l’auto del fratello non incorre in tale obbligo.

La norma NON si applica – lo ribadiamo – quando si verifica che la coincidenza tra intestazione auto e utilizzatore quando l’auto è ad uso familiare, cioè quando l’auto èutilizzata da coniuge, figli, genitori, tra fratelli/sorelle facenti parte dello stesso nucleo familiare (si applica quando il figlio ad esempio lascia la casa familiare o costituisce un nuovo nucleo familiare).

L’obbligo di coincidenza tra intestatario del veicolo e utilizzatore vale però per gli eredi nel caso in cui dopo la morte del proprietario vogliano continuare ad utilizzare l’auto, prima della conclusione delle pratiche per la successione.

 

 

Fonte: www.comuni.it

 

 

 

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