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L’Aquila – Vietato il dialetto e niente ombrello: il bon ton per i vigili

vigili_donna

vigili_donnaVietato usare l’ombrello, se si è in divisa. Vietato bere alcolici e superalcolici. Vietato sedersi al bar, tranne che, ad esempio, per scrivere un verbale. Bisogna salutare i cittadini dando a tutti del lei e parlando «in lingua italiana». Quindi, a meno di voler pensare che i vigili urbani aquilani siano soliti utilizzare, coi loro concittadini, l’idioma della Regina Elisabetta, è solennemente bandito il dialetto. Vietato portare orecchini e collane. Baffi e barba, così come i capelli, vanno curati. E per le donne niente trucco pesante. Va altresì evitata ogni forma di appariscenza. Il galateo dei vigili urbani, fortemente voluto dal comandante Ernesto Grippo, è contenuto nei 44 articoli del nuovo regolamento del Corpo di polizia municipale che si compone, in allegato, anche di una parte speciale riservata alle norme sull’armamento.

 

 

 

A scanso di equivoci, si tratta di regole abitualmente già osservate dagli uomini in divisa che ogni giorno consumano le suole delle scarpe nelle strade della città e del suo circondario per infrenare le violazioni al codice della strada e alle leggi che regolamentano commercio, edilizia, ambiente, urbanistica.

 

 

 

Tuttavia, il regolamento, oltre a rinfrescare la memoria di quello che si può fare e quello che bisogna evitare, va a colmare una lacuna importante. Infatti, il vecchio regolamento, risalente al 1998, era vigente solo in parte perché mai rimodulato dopo che il vecchio Coreco (Comitato regionale di controllo, che oggi non esiste più) aveva osservato alcuni articoli.

 

 

 

Insomma, mai nessuno, da allora, si era preso la briga di rimetterlo in sesto e, cosa non secondaria, il regolamento non era stato mai inviato al ministero dell’Interno.
Il documento – oltre agli aspetti più curiosi – disciplina in maniera dettagliata importanti questioni quali l’inquadramento, i gradi e le progressione di carriera, oltre alle norme di comportamento, ai servizi, ai requisiti di accesso, alla formazione, all’addestramento e alle ricompense. Dopo un passaggio in consiglio comunale, il codice avrà piena efficacia. Un tempismo eccezionale con l’altolà di Cialente nei confronti di quei dipendenti comunali che maltrattano i cittadini.

 

 

Fonte: ilcentro.gelocal.it

 

 

 

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