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Incidenti stradali Istat 2013. Bicchiere mezzo pieno e soprattutto mezzo (ed oltre) vuoto

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omicidio-stradale-incidente-mortaleA Roma presso la sede di Aci si é tenuta ieri la presentazione dei dati sugli incidenti stradali anno 2013. Con il consueto ritardo (quando avremo una maggiore informatizzazione della raccolta sull’intero territorio nazionale specie alcune Polizie Locali?) di oltre 11 mesi (alla faccia dell’attualità e delle analisi che emergono dallo scorrere delle numerose tabelle allegate al documento Istat-Aci) leggiamo i numeri e vogliamo porre l’attenzione su alcuni punti emersi durante la presentazione dei dati.
Un plauso va fatto al nostro Paese per l’ennesimo decremento complessivo sul numero dei morti passati da 3.753 a 3.385. Agli osservatori più attenti però non può essere sfuggito che sono stati rettificati i dati 2012. Mancavano 1.502 incidenti ma soprattutto 100 deceduti di sinistri rilevati dall’Arma Carabinieri che ha adottato un nuovo sistema informatico di raccolta dati. Il calo percentuale é del 9,8%, -52,3 sul 2001, -17,7% rispetto al 2010.

Guardando all’Europa l’Italia rimane la nazione dove si muore di più ma ci avviciniamo alla Polonia (3.357) e alla Germania (3.340) che sicuramente ha un trend peggiore di quello italiano (-7,2% sul 2012). L’Italia é perfettamente in media (-17,7%) con il dato europeo riferito al 2010 e complessivamente nel 2013 é sparito in Europa un paese di 26.010 abitanti.

Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane, sono più numerosi nelle città dove però si assiste ad un calo di oltre 11% dei morti. In autostrada il calo registrato é più contenuto ma qui pesa tremendamente la tragedia del pullman ad Avellino con 40 vittime in un sinistro solo.
I mesi di luglio e agosto sono quelli più a rischio con una media di 11 morti al giorno (una squadra di calcio). La giornata con il più alto numero di decessi é la domenica (592) quello con il maggior numero di sinistri é il venerdì (38.080)
L’ora con il più alto indice di mortalità va dalle 3 alle 6. Gli incidenti di notte sono più gravi fuori città, la domenica e il lunedì notte (per cui da oggi possiamo parlare di “stragi del lunedì notte”).

Iniziamo però a parlare del bicchiere mezzo (ed oltre) vuoto. Istat e Aci hanno lavorato molto bene per migliorare la raccolta dati grazie a tavoli di lavoro con le Regioni, i Comuni, le forze di polizia nazionali e locali ma sulle cause dei sinistri stradali permangono e si accentuano i “buchi” sulle informazioni relative all’abuso di alcol, l’uso di sostanze stupefacenti, sulla pirateria stradale. La causa principale é la guida distratta o andamento indeciso con il 16,8 per cento. ASAPS ha lanciato il suo allarme da mesi sulla distrazione alla guida a causa di telefonini, smartphone, tablet, nessuno é in grado di dirci quanti sinistri siano stati provocati dall’uso si questi strumenti. É certo però che questo dato farà parte della nuova raccolta dati che speriamo con tutto il cuore possa partire al più presto (1.1.2015?). Al secondo posto troviamo la mancata precedenza, al terzo la velocità elevata. Poi al quinto vi é una voce (11%) “circostanza imprecisata” che ci preoccupata.
Ma la frase che ci ha maggiormente colpito la troviamo a pagina 8 del Rapporto, alla nota numero 8.

Dal 2009 nessun dato viene più fornito su alcol e droga ma troviamo scritto che “per motivi legati spesso all’indisponibilità’ dell’informazione al momento del rilievo risulta di estrema (!) difficoltà la compilazione, da parte degli Organi di rilevazione, dei quesiti sulle circostanze presunte dell’incidente legate allo stato psico-fisico del conducente. Istat dichiara che servono dati di maggiore qualità. Ma gli etilometri che individuano un ubriaco alla guida dopo un mortale? Cosa sono? Strumenti per suonare nelle balere della riviera? Eppoi oggi si parla di bigdata, di opendata, di incrociare server, sistemi informatici di livello ultraplanetario… ma una verifica con il Ministero della Giustizia per chiedere tutti i casi di omicidio colposo e art.186 Cds e/o art. 187 CdS provenienti dalle Procure italiane?
Nessun dato poi sulla pirateria stradale. Ne parla l’ASAPS con il proprio Osservatorio e in futuro anche Istat raccoglierà questo dato (cd. “veicolo ignoto”). Ma ad oggi, zero dati ufficiali.

Il Presidente Giordano Biserni é intervenuto durante la presentazione e in 5 minuti ha letteralmente lasciato di stucco i presenti, tra cui molte autorità e giornalisti. “Non é più accettabile non avere i dati sui sinistri alcol-narco correlati, non é accettabile che nessun dato sia indicato sulla pirateria stradale, oggi i pirati sanno di farla sempre franca, l’attuale sistema normativo privilegia le fughe, il 26% di queste ha visto come protagonista un ubriaco e/o drogato, le pene previste per l’omicidio colposo non bastano serve l’introduzione dell’omicidio stradale, serve una consapevolezza dei rischi per una guida alterata o distratta. Eppoi la nota relativa all’ incapacità degli Organi di rilevazione nei casi di ebbrezza e stupefacenti cosa significa?”

Nei prossimi giorni vi commenteremo in maniera più diffusa tutte le tabelle, nella speranza che si possa migliorare anche nella raccolta dei dati per avere una fotografia nitida e chiara e non appannata. Istat ed Aci stanno lavorando alacremente ma ora serve un “colpo di reni” per tagliare il traguardo della totale conoscenza sulle cause dell’incidentalità stradale in Italia. Ora veramente serve il contributo di tutti, perché tutti siamo responsabili della sicurezza stradale.
Il Comandante Corpo Polizia Municipale di Verona
Componente Comitato Sicurezza Stradale ANCI
Dr. Luigi Altamura

 

Fonte: www.asaps.it

 

 

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