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Roma – #Salvaiciclisti, domenica l’Italia monta in sella per avere strade più sicure

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salvaiciclisti#bastamortinstrada è la parola d’ordine della manifestazione che coinvolgerà circa venti città da nord a sud, isole comprese. I cicloattivisti pedaleranno per chiedere alle Istituzioni misure concrete per garantire maggiore sicurezza e fermare una strage che ogni anno provoca migliaia di vittime.

SCENDERANNO in piazza e saliranno in sella per chiedere di non morire, di poter continuare a pedalare come fanno ogni giorno per recarsi al lavoro, per accompagnare i bambini a scuola, per fare la spesa e per spostarsi in città. I ciclisti urbani del movimento #Salvaiciclisti si sono dati appuntamento domenica 9 novembre per un flash mob diffuso in tutto il territorio nazionale e protestare contro la strage stradale che continua giorno dopo giorno. Il tam-tam corre sul web e sui social network con l’hashtag #bastamortinstrada, parola d’ordine della manifestazione che si svolgerà con modalità e orari variabili a seconda delle diverse realtà locali.

A Roma i cicloattivisti s’incontreranno sulla Terrazza del Pincio alle ore 10 per poi recarsi in un luogo a sopresa dove si terrà il flash mob; a Torino in piazza Vittorio Veneto e a Bologna in piazza del Nettuno alle ore 18. Tanti eventi distinti e distanti ma vicini e uniti dall’obiettivo comune di porre l’attenzione sul problema dell’incidentalità stradale. L’elenco delle città aderenti al flash mob, in continuo aggiornamento, ne comprende una ventina diffuse a macchia di leopardo sul territorio nazionale, da Bergamo a Bari, da Ferrara a Civitavecchia, isole comprese, e a quello di Catania.

Secondo i dati diffusi dal Rapporto Aci-Istat 2013, nonostante nell’ultimo anno gli incidenti siano diminuiti complessivamente del 9,8% rispetto al 2012, sulle strade italiane si continua a morire: ogni giorno perdono la vita 9 persone e 705 restano ferite in seguito a un incidente stradale. Tante vittime, ancora troppe come sottolinea il movimento #Salvaiciclisti in una nota: “Fra il 2003 e il 2013 più di 40mila persone hanno perso la vita in incidenti stradali. Una strage che è un bilancio di guerra. Ma ancora oggi le istituzioni italiane latitano in quanto a controllo del sistema viario nazionale con risultati devastanti: queste gravi inadempienze causano a tutta la popolazione lutti e dolori devastanti, ma anche un danno economico quantificabile in circa 40 miliardi di euro annui, bruciati in costi attinenti all’incidentalità stradale”.

Gli utenti “fragili” della strada, ciclisti e pedoni, sono i soggetti più vulnerabili e dunque più colpiti: ogni anno si contano migliaia di vittime, decine di migliaia di feriti con invalidità anche permanenti e costi economici rilevanti che gravano sull’intera società. La statistica riporta solo i dati dei morti e dei feriti, ma dietro quei freddi numeri ci sono storie di famiglie distrutte, sogni infranti e vite spezzate che si sono concluse tragicamente sull’asfalto. Il flash mob #bastamortinstrada rappresenterà anche l’occasione per chiedere l’introduzione delle Zone 30 diffuse – con limite di 30 km/h – in città (fatta eccezione per le arterie di scorrimento, ndr), per ridurre la velocità dei veicoli a motore e aumentare la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

Il 9 novembre tutta l’Italia sarà idealmente unita da un filo rosso che legherà le strade e le piazze in cui si manifesterà chiedendo di fermare la strage stradale e gli organizzatori del movimento #Salvaiciclisti invitano la popolazione a partecipare alle iniziative locali: “L’evento di domenica sarà una grande occasione per tutti i cittadini dotati di sensibilità civica che vogliano squarciare la spessa coltre di indifferenza che copre il gigantesco e tragico fenomeno della strage stradale. Indignarsi e manifestare significa anche non essere complici silenti e inerti di chi lascia che la strage prosegua. Ogni città d’Italia è chiamata a manifestare per richiamare l’attenzione di media e amministratori sul diritto alla vita di quanti si spostano a piedi o in bici nelle nostre città. Tutti insieme per dire #bastamortinstrada”.

 

 

Fonte: www.repubblica.it

 

 

 

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