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Roma – Sede legale fittizia e prestanome, 2.500 imprese saranno cancellate

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polizia-municipale-controlliDuemilacinquecento imprese saranno cancellate dal Registro entro la fine dell’anno. L’iniziativa dell’assessore al commercio Marta Leonori va a colpire le attività che risultano con l’indirizzo fiscale in sedi fittizie, spesso legate a dei prestanome irraggiungibili nel caso di sanzioni e controlli. Ma non solo. Gli esercizi quasi sempre non pagano tasse e tributi, andando ad alimentare un settore commerciale completamente in nero.

L’assessore Marta Leonori lo aveva detto a fine ottobre: «È una storia che deve finire» quando dai controlli della task force anti-evasione nel centro storico, coordinata dal comandate dei vigili urbani Clemente, un extracomunitario nullatenente e senzatetto era risultato titolare di due ristoranti in Campo de’ Fiori. L’uomo, irreperibile, non ha risposto agli illeciti riscontrati. È residente in via Pizzirani, sede legale dell’associazione di volontariato «Camminare insieme», indirizzo offerto ai senza tetto per permettergli la carta d’identità e l’assistenza sanitaria. Ora però un imprenditore residente nell’elenco degli indirizzi «virtuali» non può più aprire un’attività «perché deve essere reperibile presso la sede legale». E l’elenco degli esercizi con indirizzi fittizi già iscritti al Registro è pronto per la cancellazione, d’accordo con il Prefetto e le associazioni di volontariato (dove hanno sede la maggior parte di questi indirizzi).

«Dai controlli sul Registro delle Imprese a partire dal 1996, abbiamo riscontrato un incremento di questo “trucco” per aggirare i controlli ed evadere le tasse, a partire dal 2009, cioè da quando si sono iscritte ben 2.000 delle 2.508 individuate» ha dichiarato l’assessore. Che ha aggiunto: «La Camera di Commercio ha già bloccato le 31 attività che negli ultimi tempi hanno chiesto nuove iscrizioni con questi indirizzi».
Le imprese, che saranno cancellate «in accordo con le categorie di settore» sono per la maggior parte ambulanti (1.700). Ma cosa succederà ora alle attività individuate? «Vanno valutate con le forze dell’ordine caso per caso» risponde Leonori, che poi si sbilancia: «alcune potrebbero essere raggiunte dalla chiusura immediata». Intanto nel Tridente si è decisa l’occupabilità zero insieme con il Mibact per i tavolini in via del Corso, via di Ripetta e via del Babuino. «La lotta al tavolino selvaggio ha portato al risultato di un aumento dei tributi perché i commercianti si stanno mettendo in regola»

 

 

Fonte: roma.corriere.it

 

 

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