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Uccelli vivi e morti smerciati tra la provincia di Foggia e il Nord Italia. Recuperati volatili di specie protetta

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uccello-cincia_trappolaBusiness illecito di uccelli vivi e morti tra la provincia di Foggia e il Nord Italia.
Questa la scoperta della Polizia Stradale che da tempo lavora per sgominare il fenomeno.

A seguito del Protocollo d’intesa siglato il 19 settembre 2011 tra il Ministero dell’Interno e della Salute volto a contrastare, da una parte le irregolarità nel campo della sicurezza stradale e la tutela della libera concorrenza tra imprese, dall’altro la tutela della salute e del benessere degli animali, la Polizia ha realizzato operazioni ad alto impatto.

Nell’ambito di questa attività si colloca l’operazione condotta dagli agenti di Foggia. Essendo venuti a conoscenza di un commercio illecito di fauna selvatica perpetrato da bracconieri locali (uccellatori), in agro di Manfredonia, e commercianti extraregionali interessati all’acquisto di uccelli vivi o morti, la Stradale ha organizzato un servizio congiunto con la Provinciale per reprimere il fenomeno.

Erano mediatori di commercio bresciani le persone interessate all’acquisto di uccelli. Due uomini individuati mentre sfrecciavano tra SS 89, provinciale 45 bis e 58. La Polizia è riuscita a beccarli solo in un secondo momento, nei pressi del casello autostradale, prima che potessero rientrare verso Nord.

Nel bagagliaio c’era di tutto. 5 gabbie (3 in legno, 1 in rete metallica e 1 in plastica) con 135 allodole vive e 14 buste in plastica contenenti circa 1400 uccelli morti, abbattuti per impallinamento (circa 1000 allodole e 400 volatili di specie protetta e particolarmente protetta tra cui pispole, ballerine nere, fringuelli, fanelli, storni, verdoni, ballerine gialle, pettirossi e cinciallegre).

Il commercio dell’avifauna, sia viva che morta, produce ingenti guadagni sia per chi materialmente li cattura illecitamente, sia per i mediatori di commercio. Nel caso in esame il valore di mercato si può così sintetizzare:

  • allodola viva tra i 5 ed i 10 euro cadauna;
  • volatili cacciabili morti tra 1 e 1,50 euro cadauno;
  • volatili protetti e particolarmente protetti morti tra i 2 e 2,50 euro cadauno.

I ricavati dell’attività ammonterebbero a 3.000 euro per i bracconieri locali e 15.000 euro per i mediatori di commercio lombardi. A carico dei due soggetti sono state accertate ricettazione in concorso e maltrattamento perchè l’avifauna selvatica viva veniva detenuta e mantenuta in gabbie chiuse inadatte per le proprie caratteristiche etologiche. I volatili morti sono stati sottoposti a sequestro; le 135 allodole vive , in collaborazione con l’Osservatorio Faunistico Provinciale, sono state liberate presso l’Oasi “Lago Salso” di Manfredonia.

 

Fonte: www.immediato.net

 

 

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