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Lecce – Multe e grattino scaduto. Il caso in Parlamento

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strisce-bluChe sia un business lo dimostrano i dati. Nel 2013 il Comune di Lecce, con le multe inflitte per il grattino scaduto agli automobilisti in sosta sulle strisce blu, ha incassato ben 360 mila euro. Sono state elevate oltre 15 mila contravvenzioni. Un record. E nel 2014, seppur i dati non siano ancora ufficiali, i verbali emessi dagli agenti della polizia municipale e dagli ausiliari del traffico della Sgm (la società che gestisce trasporti e parcheggi) sono migliaia. A Lecce, però, dal mese scorso un giudice di pace ha dichiarato illegittime le multe ed il prefetto Giuliana Perrotta, attenendosi alle direttive ministeriali, ha chiesto al Comune di non elevare più sanzioni perchè avrebbe accolto i ricorsi. Ma da Palazzo Carafa hanno risposto picche: «Rispetteremo la normativa approvata in Consiglio e le multe restano». Il Codacons ha già chiesto il commissariamento ed ora il caso Lecce potrebbe addirittura piombare in Parlamento perchè il deputato leccese del Pd, Salvatore Capone, sta per presentare un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Infrastrutture. «E’ pronta l’interrogazione se il Comune di Lecce non si adegua all’interpretazione del codice della strada indicata dal Ministero dell’Interno e dal Ministero delle Infrastrutture», ha detto Capone.

 

LA SITUAZIONE – Fino a qualche mese fa chi veniva multato per il grattino scaduto poteva usufruire dell’avviso bonario, ossia la possibilità di pagare un forfait invece della multa. Il Consiglio comunale ha cancellato la norma e la giunta (guidata dal sindaco Paolo Perrone) ha stabilito che all’automobilista sono concessi 15 minuti dalla scadenza del grattino per rifare il ticket ed evitare la multa. Ciononostante le multe non sono mai finite e i cittadini si sono rivolti al Codacons e poi al giudice di pace. Che ha disposto l’annullamento dei verbali. Poi la diffida del prefetto, il no del Comune ed il caso ora rischia di arrivare in Parlamento. Dice Capone: «L’interrogazione ha l’obiettivo di uniformare il Comune di Lecce alle direttive impartite in materia dagli stessi e puntualmente richiamati dalla nota del Prefetto, e al fine di impedire che le sanzioni si configurino come un vero e proprio introito illegittimo a tutto danno dei cittadini e una ulteriore forma di tassazione indiretta degli stessi». Nell’interrogazione, inoltre, il deputato del Pd ricorda che le numerose circolari esplicative con cui in questi anni i Ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture «hanno chiarito la corretta interpretazione in ordine alla normativa prevista dal Codice della Strada relativamente alle sanzioni per titolo di pagamento scaduto nelle aree di sosta e nei parcheggi a pagamento a mezzo strisce blu». Prosegue Capone: «Da ultimo il parere numero 370 del 15 gennaio 2013 dove si legge con chiarezza, in relazione al caso di ticket orario scaduto in zone dove la sosta avviene in aree di parcheggio ed è consentita a tempo indeterminato ancorché assoggetta al pagamento di una somma, che “tale circostanza esclude a priori l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 7 c15, in quanto questa ricorre solo qualora si tratti di sosta limitata nel tempo, ovvero vietata a determinate categorie di veicoli. La sosta che si protrae oltre l’orario corrispondente all’importo pagato, quale risulta dalla ricevuta regolarmente esposta, configura invece solo una inadempienza contrattuale, ed eventuale penale a carico dell’inadempiente, da fissare con apposito regolamento comunale».

LE REGOLE – Nell’interrogazione ai ministri dell’Interno e delle Infrastrutture, Capone aggiunge che «successivamente la materia è stata nuovamente affrontata in sede di interrogazione parlamentare, e tali ragioni sono state richiamate in occasione della risposta all’interrogazione del 13 marzo 2014. Inoltre, il 27 marzo, presso il Ministero dell’Interno si è svolta una riunione sul tema “Regolamentazione della sosta nelle “strisce blu”: con il ministro Angelino Alfano, il ministro Maurizio Lupi e il presidente dell’Anci Piero Fassino. Come si evince dalla nota diffusa successivamente, “sono stati confermati il parere dei ministeri: per chi sosta nelle strisce blu oltre il termine per cui ha pagato non viene elevata contravvenzione per divieto di sosta perché ciò non è previsto dal Codice della strada; la regolamentazione della sosta è materia di competenza comunale, per irrogare penali o sanzioni pecuniarie nei confronti di chi sosta oltre il termine per cui ha pagato il Comune deve emanare una specifica delibera». Per il parlamentare del Pd, dunque, «in assenza di tale delibera e quindi finché non verrà approntata non è possibile elevare multe per il caso in questione; le penalità per il mancato pagamento che i Comuni possono prevedere devono essere improntate a criteri di commisurazione e ragionevolezza rispetto alla tariffa richiesta per la sosta. La penalità per il non rispetto di un contratto (tale è il pagamento di una tariffa a fronte dell’erogazione di un servizio) non può essere vessatoria; è auspicabile che nella legge delega per il nuovo Codice della Strada in esame al Parlamento vengano indicati i principi generali a cui i Comuni devono attenersi e in ogni caso stabilito il criterio che le multe non possono essere una ulteriore forma di tassazione indiretta del cittadino».

LA SANZIONE – Salvatore Capone cita anche una nota del ministro Lupi dell’8 aprile scorso. Dice il parlamentare: «Chi prolunga la sosta nelle strisce blu oltre l’orario per il quale ha regolarmente pagato viola il codice della strada e merita una sanzione o deve solo saldare la parte mancante della tariffa? Il ministro Maurizio Lupi, in audizione alla Camera, ha dichiarato che anche dopo l’incontro con l’Anci sono emerse ancora “posizioni equivoche” sul tema delle multe sulle strisce blu. Lupi ha quindi ribadito che “la posizione del ministero dei Trasporti e Infrastrutture sulle strisce blu e ben chiara e non si indietreggerà di un passo. Non si può invocare il Codice della strada per dare una penalità sulle strisce blu”». Per Capone, pur tuttavia, a fronte di tali esplicative e incontrovertibili, oltre che difficilmente fraintendibili, delucidazioni e indicazioni, il Comune di Lecce ha assunto un orientamento di segno nettamente opposto. La Giunta Comunale il 31 luglio scorso ha previsto la possibilità di sanzionare nel caso di scadenza del titolo di pagamento. Anche se nell’ottobre scorso il Giudice di Pace di Lecce, Giuseppe Paparella, ha annullato una multa elevata a un cittadino leccese perché in possesso di ticket scaduto ribadendo quanto stabilito dai Ministeri. E successivamente il Prefetto di Lecce ha inviato una nota al Sindaco di Lecce dove “si chiede di conoscere quali siano le direttive diramate ai competenti Uffici in ottemperanza alle recenti disposizioni espresse dal competente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nonché del Ministero dell’Interno e si specifica che “al riguardo questo Ufficio in sede di decisione dei relativi ricorsi intende attestarsi alla direttive Ministeriali”». L’interrogazione si chiude così: «Le interpretazione del Codice della Strada fornite dai due Ministeri in questi anni sono chiarissime, e non possono essere equivocate. D’altra parte lo stesso ministro Lupi mette in guardia dal considerare questo un modo surrettizio per fare cassa, se così si può dire. E’ bene che il Comune di Lecce adotti le interpretazioni fornite, anche per evitare l’ipotesi valanga ricorsi. E soprattutto per non ingenerare nei cittadini l’idea che questo sia un modo furbo e capzioso per imporre, di fatto, un’altra tassa alla popolazione, residente e non residente».

 

Fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it

 

 

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