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Ergastolo della patente sempre più vicino: l’ultimo emendamento recepisce l’omicidio stradale

auto-velocita

auto-velocitaL’ergastolo della patente seguente al reato di omicidio stradale è sempre più vicino a diventare legge dello Stato. Un altro paletto è stato piantato dopo il recente emendamento alla proposta di legge per la modifica del codice della strada, depositato dal relatore della commissione Trasporti Michela Meta (Pd).

Nell’emendamento di cui sopra, che aggiunge un comma all’articolo 219 del Codice della strada sulla revoca della patente, si recepiscono le condizioni contenute nel parere della commissione Giustizia. L’emendamento agisce anche sull’articolo 187 del Codice della strada (Guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti) e sull’articolo 589 del Codice penale, sostituendo – ogni volta che ricorre – la formula “in stato di alterazione psico-fisica dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope” con “in stato di alterazione psico-fisica causata dall’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope“.

Un passaggio del parere della commissione Giustizia risulta fondamentale. “L’alterazione psico-fisica deve essere considerata elemento costitutivo del reato, nonostante la formulazione non univoca della norma”. Secondo la Suprema Corte, “a differenza dell’alcool, che viene velocemente assorbito dall’organismo, le tracce degli stupefacenti permangono nel tempo, sicché l’esame tecnico potrebbe avere un esito positivo in relazione ad un soggetto che ha assunto la sostanza giorni addietro e che, pertanto, non si trovava al momento del fatto in stato di alterazione psico-fisica‘”.

Di fatto, l’emendamento all’ergastolo della patente stabilisce che ”quando la revoca della patente di guida è disposta per il conducente che ha commesso il reato di cui all’articolo 589, terzo comma, del Codice penale, (omicidio colposo in stato di ebbrezza o di alterazione psico-fisica, ndr) il soggetto non può conseguire una nuova patente di guida. Nel caso in cui il conducente che ha commesso il reato non sia provvisto di patente, non può conseguirla“.

Mano durissima, quindi, ma necessaria visti i dati terrificanti delle morti causate da guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Le vittime di incidenti stradali nel 2013 sono state 3.385, mentre nel 2012 se ne contavano 3.753, ma “siamo ancora il Paese col maggior numero di vittime in tutta l’Europa dei 28″, ha detto di recente Giordano Biserni, presidente dell’Asaps (associazione sostenitori e amici Polstrada), che monitora i dati sulla mortalità delle strade italiane.

 

Fonte: www.comuni.it

 

 

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