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Messina – Finti incidenti per truffare le assicurazioni.

Ricostruzione-sinistri-stradali-corso

Ricostruzione-sinistri-stradali-corsoNelle prime ore di oggi, personale della Sezione Infortunistica della Polizia Municipale di Messina, con il supporto di altri reperti, e i militari dell’Arma dei Carabinieri, Compagnia Messina Sud, hanno eseguito 20 misure cautelari a carico di persone indagate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla reiterata simulazione di falsi sinistri. L’attività è stata svolta in esecuzione di un provvedimento di misura cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Messina, dott.ssa Maria T. Arena, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Dott. Antonio Carchietti. Per uno dei soggetti, l’A.G. ha disposto la custodia cautelare in carcere, per 11 è stata disposta la misura degli arresti domiciliari e 8 dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’operazione ha richiesto il consistente impiego di personale della Polizia Municipale e dell’Arma dei Carabinieri.
L’attività di indagine svolta da personale della Sezione Infortunistica ha avuto inizio nel maggio del 2011, con l’accertamento da parte della Municipale della falsificazione di atti finalizzati alla realizzazione di falsi sinistri.
Emergeva così l’esistenza di tre sinistri che presentavano forti analogie con uno effettivamente verificatosi nell’estate del 2010 e rilevato da personale della Municipale.
Per tali “falsi” sinistri erano già state avanzate richieste risarcitorie alle compagnie assicurative, una di esse andata a buon fine tanto che era stata liquidata la somma di 30 mila euro.
Le indagini svolte da personale della Municipale, in stretta sinergia con i militari della Compagnia Sud dei Carabinieri, attraverso una complessa attività investigativa, supportata anche da perquisizioni, sequestri di documentazione e da attività tecnica, ha permesso di individuare l’esistenza di un sodalizio criminale dedito alla realizzazione di falsi sinistri stradali, con il coinvolgimento di altri soggetti, anch’essi odierni indagati, che prestavano la loro opera come testimodi per sinistri mai avvenuti o come soggetti direttamente coinvolti.
Nel corso di perquisizioni operate nei confronti di indagati venivano rinvenuti elementi tali da prefigurare la programmazione di altri falsi sinistri con il coinvolgimento di odierno indagati che rivestivano ruoli diversi.
L’attività di riscontro ha attenzionato un centinaio di sinistri stradali verificatosi nell’arco di tre anni nel territorio comunale e, in alcuni casi, anche al di fuori.
Si è accertato che i soggetti coinvolti, al fine di ottenere indebiti risarcimenti, non solo hanno posto in essere sinistri simulati ma hanno anche falsificato documentazione sanitaria e documenti di identità, ricorrendo in un caso anche ad uno scambio di persona in occasione di una visita medico-legale richiesta da una compagnia assicurativa.
Si è riusciti a documentare numerosi falsi sinistri posti in essere dal sodalizio con incassi, anche ingenti, disposti dalle varie compagnie assicurative.
Proventi indebiti confluiti su conti riconducibili agli indagari o su rapporti bancari cointestati, o in uso, a più soggetti.
In un caso, l’attività della Polizia Municipale ha bloccato un debito risarcimento di oltre 200.000 euro a favore di soggetti odierni indagati.
I promotori ed organizzati dall’associazione venivano individuati in 12 persone, tutte raggiunte da provvedimenti restrittivi.
All’attività illecita posta in essere dai predetti si affiancava quella di altri soggetti i quali, sebbene non facessero parte del sodalizio, erano comunque dedici a prestare la loro opera e consenso al gruppo.
Nel corso dell’indagine venivano così individuati e deferiti all’A.G. 52 persone, 20 dei quali destinati del provvedimento di misura cautelare e 32 indagati a piede libero.
L’attività fà seguito all’arresto, già operato nel Novembre del 2011, del Molino Gaetano, il quale, al fine di garantirsi l’impunità, non esitò ad effettuare minacce nei confronti di un Ispettore appartenente alla Sezione Infortunistica della Municipale, impegnato nell’attività d’indagine delegata dalla locale Procura al fine di farlo desistere da tale attività. L’arresto fù eseguito dalla stessa Polizia Municipale.
Le minacce perpetrate dal Molino diedero maggiore impulto all’attività di indagine con l’impiego di maggiore personale e profusione di maggiore impegno.

 

Fonte: www.strettoweb.com

 

 

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