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Arezzo – Via Roma caos per la sosta selvaggia: sabato la multa tra gli applausi ma episodi continui. Il racconto degli autisti dei bus

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traffico-autobus-arezzoVia Roma e via Crispi stanno diventando la terra di nessuno del traffico. Anzi di tutti. Il ritorno del doppio senso di marcia stringe i margini di manovra, specie quando due autobus si incrociano. E la sosta selvaggia fa il resto.

Sabato scorso l’episodio che ha fatto scalpore: 30 minuti di circolazione bloccata, l’arrivo dei viigli, l’applauso alla multa fatta alla macchina che aveva causato il blocco. Ma gli episodi sono continui. “Non capita quasi mai – raccontano gli autisti della Tiemme – di affacciarsi e non trovare auto lì dove non dovrebbero essere”. Gli autisti non possono sorpassare i mezzi fermi: è vietato andare al di là della striscia continua e nessuno vuole rischiare guai peggiori.

E intanto tornano a galla altri pericoli: come i pedoni o i ciclisti che entrano di scatto, spesso senza avvertire l’arrivo del mezzo pubblico, i cui motori sono posteriori e non bastano a segnalare al massimo il rischio imminente. E ancora piazza Guido Monaco, dove i passeggeri vengono fatti scendere o salire quasi in mezzo alla strada, essendo la zona riservata a Tiemme occupata dalle auto in sosta. Una tensione che rischia di azzerare gli effetti positivi del nuovo boulevard.

Sabato sera, dicevamo, l’episodio al momento più eclatante. E’ forse il primo caso mondiale di multa con tanto di standing ovation. Un applauso compatto, file e file di gente a battere le mani come se al posto dei vigili urbani ci fossero due stelle del cinema o del pallone. Lì, in via Crispi, nel centro che più centro non si può e all’ora che del centro è il tripudio: quella dello shopping.
Mancano pochi minuti alle 19 e la scena che non ti aspetti si materializza davanti a parecchi passanti ignari, che poi con il passaparola diventano centinaia. Una scena a sorpresa ma non troppo: perché da anni, quelli della realizzazione del boulevard, la domanda più gettonata era una: passeranno due autobus, uno che va e uno che viene? Risposta: sì, sempre che non ci siano auto in divieto di sosta.

Detto e fatto: ad una manciata di minuti dalle 7 di sera un’auto è lì, sul marciapiede del Crispis. Una bella auto, di lusso perfino: con le due ruote di destra sul marciapiede e le due di sinistra sul boulevard. Alle sue spalle arriva la 1D, in arrivo da piazza Guido Monaco. Davanti ecco la 1S, in arrivo dal Giotto. E’ il panico.

L’auto toglie quei centimetri sufficienti al passaggio. E il traffico si blocca. Parte un’ouverture di clacson, quelli degli autisti e quelli delle auto dietro la 1D, l’unica direzione percorribile anche dalle auto private.

I clacson suonano, tutti si voltano, tutti accorrono (anche distogliendo l’attenzione dalle vetrine che tanto di questi tempi viene benissimo) e l’unico a non crollarsi è il padrone dell’auto con le due ruote di sopra e le due ruote di sotto. Passano dieci, venti minuti: lo spettacolo è intrigante, illuminato dai lampioni e dai fari delle auto.

Poi da un lato parte l’applauso: prima un battimani discreto, poi un’onda contagiosa. Sulla scena sono arrivati i vigili urbani: forse lì per lì pensano ad una presa in giro, magari mordono il fischietto. Poi capiscono che l’applauso non solo è sincero ma perfino meritato. Staccano il foglio rosa, lo calano sul cruscotto, galleggiando sul filo del consenso generale. Generale: meno uno.

L’automobilista pizzicato in flagrante. Che finalmente arriva, scuote la testa sconsolato, forse con lo sguardo cerca comprensione. Niente da fare. Per una volta, per un minuto i vigili hanno il centro della scena. Lì, nel centro del centro, sul filo delle relazioni pericolose tra un autobus che va e un autobus che viene.

 

 

Fonte: www.lanazione.it

 

 

 

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