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Infiltrazioni mafiose nei comuni, in arrivo nuove norme. Anche per le partecipate

È in arrivo un potenziamento delle misure sullo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose, che saranno contenute in un apposito schema di disegno di legge già approvato dal Consiglio dei Ministri e in corso di ulteriore elaborazione. Lo ha fatto sapere il Ministro dell’interno Angelino Alfano durante l’audizione davanti alla Commissione regionale antimafia avvenuta nei giorni scorsi a Palermo, dove si è parlato anche di gestione dei beni confiscati e situazione dei minori extracomunitari sbarcati in Italia che si sono allontanati dai centri di accoglienza.

In particolare lo schema di DDL sulle infiltrazioni mafiose nei Comuni prevede:

  • incandidabilità per gli amministratori comunali responsabili
  • ampliamento della platea di enti che è possibile controllare, estesa alle società partecipate e ai consorzi pubblici anche a partecipazione privata
  • mobilità o licenziamento del dipendente nei casi più gravi di connivenza
  • professionalizzazione dei commissari che gestiscono l’ente sciolto sono le misure di rafforzamento previste.

A proposito delle gestioni commissariali, il Ministro ha anche parlato di una sorta dispecializzazione nell’ambito della carriera prefettizia, con la creazione di un pool di funzionari ‘dedicati’ a questa attività.

La situazione attuale presenta 258 comuni sciolti per mafia a partire dal 1991, anno in cui è entrata in vigore la normativa di riferimento, 63 in Sicilia  – il 24% del totale – ha riepilogato Alfano, specificando che “attualmente risultano sciolti 6 comuni in Sicilia, di cui 4 in provincia di Palermo, uno in provincia di Catania e uno di Siracusa”.

Fonte: www.comuni.it

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