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Benevento – Bomba carta contro la casa di un vigile: torna la paura ad Airola

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polizia_municipale33È certamente di natura intimidatoria l’attentato dell’altra notte in via Santa Caterina, dove ignoti hanno fatto esplodere, davanti all’abitazione di un vigile urbano, un ordigno, molto probabilmente una bomba carta, che ha fatto saltare l’infisso esterno di protezione della casa.

L’esplosione si è verificata intorno alle 23,30 e la deflagrazione è stata avvertita fino a 200 metri di distanza. «Abbiamo sentito un boato e subito abbiamo pensato all’esplosione di una bombola di gas – dice uno dei vicini – dopodiché siamo scesi in strada e abbiamo notato del fumo provenire da un’abitazione».

Data l’ora tarda, gli autori del gesto hanno potuto agire indisturbati, ne è stato possibile identificare qualche vettura in transito, per la mancanza nella zona di telecamere di videosorveglianza. Sul posto si sono recati i carabinieri della stazione di Airola per i dovuti accertamenti. L’agente, in servizio da molti anni nel corpo di Polizia municipale, ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce, né intimidazioni.

Restano così avvolte nel mistero le cause, anche se è chiara la matrice dolosa e l’obiettivo intimidatorio del gesto. Mentre le indagini vanno avanti nel più completo riserbo, gli inquirenti non tralasciano alcuna pista, sia legata all’attività lavorativa del vigile, sia alla sfera delle sue conoscenze personali.

L’episodio è solo l’ultimo di una serie di attentati perpetrati negli ultimi due anni ai danni dei vigili urbani di Airola. A dicembre del 2013 ignoti tentarono di dare fuoco all’auto di un agente di polizia municipale, il quale riuscì da solo a domare il principio d’incendio, utilizzando un estintore in dotazione alla vicina sede della Protezione civile.

Anche allora per gli inquirenti fu chiara la natura dolosa del gesto: vicino al veicolo venne infatti ritrovata una bottiglietta contenente liquido infiammabile, quasi certamente benzina.
Nel dicembre del 2014 altro attentato ai danni dello stesso vigile urbano. Uguale la tecnica utilizzata, con l’intento di alimentare rapidamente le fiamme e dare fuoco al vano motore anteriore dell’auto per provocare il corto circuito dell’impianto elettrico. In quel caso si sfiorò la tragedia, in quanto il figlio del proprietario, a incendio in corso, aprì la maniglia della portiera per tentare di portare in salvo alcuni documenti contenuti nell’abitacolo, prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso.

Altra autovettura bruciata la notte del 31 gennaio dello scorso anno, nel cuore del centro storico, in via Gennaro Ferace: nel mirino una Lancia Musa di colore grigio di proprietà di un commerciante di Airola. A quanto pare però l’obiettivo del raid era l’auto della moglie dell’uomo, agente di polizia municipale. Non avendola trovata, gli attentatori, fu una delle ipotesi investigative, avrebbero ripiegato sulla vettura del marito. Anche allora si tentò di ricostruire le operazioni portate a termine dalla vigilessa. Un percorso non facile, che si collegava saldamente a quello dell’altro agente, oggetto anch’egli di attentato intimidatorio: i due svolgevano infatti interventi insieme.

Adesso, però, la criminalità sembra abbia alzato il tiro: dai roghi di auto si è passati all’esplosione di bombe carta. Ci si interroga su quale possa essere la causa: qualche ammenda, una multa stradale o qualche indagine? Il tutto mentre sale la paura dei cittadini per un fenomeno, quello degli attentati, che negli ultimi mesi sta assumendo nel centro caudina, e in tutta la valle, dimensioni allarmanti.

 

 

 

Fonte: www.ilmattino.it

 

 

 

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