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Milano – Finisce in Procura il caso delle multe arretrate: “I cittadini sono stati ingannati”

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multaSarà la Procura a stabilire se negli errori del Comune di Milano nella notifica delle tasse municipali e di 700mila multe arretrate ci siano gli estremi per un’inchiesta penale. L’associazione Federconsumatori ha depositato un esposto in cui segnalano «gravi irregolarità» che l’amministrazione avrebbe commesso da quando, lo scorso ottobre, è subentrata a Equitalianella riscossione dei vecchi verbali per violazioni del Codice della strada non pagati. Irregolarità che avrebbero «indotto il cittadino, in uno stato di totale impotenza, al pagamento delle somme» anche nel caso in cui queste non fossero dovute. Anzitutto, sono migliaia i casi in cui «gli avvisi bonari/solleciti di pagamento siano stati recapitati in modo indiscriminato e senza un effettivo accertamento sulla circostanza se gli importi indicati siano stati corrisposti o meno dai destinatari». In secondo luogo — secondo l’esposto — gli avvisi di pagamento riporterebbero «la fuorviante indicazione di “atto non impugnabile”», quando invece è possibile il ricorso al giudice di pace.

L’errata indicazione farebbe «insorgere nel contribuente la convinzione dell’idoneità a pagare l’importo». Una circostanza che si verificherebbe non solo per importi mal calcolati, ma anche nel caso di somme non dovute del tutto: gli uffici di Federconsumatori hanno raccolto le lamentele di conducenti di scooter che hanno ricevuto avvisi di pagamento per violazioni commesse da furgoni, o di milanesi senza patente né auto intestate a cui si contestano accessi irregolari in Area C. Avvisi che, a leggere l’intestazione, risulterebbero essere “atto non impugnabile”. A denunciare per primi una situazione «drammatica e fuori controllo» del sistema di riscossione del Comune furono i sindacati di polizia locale. Lo scorso dicembre è cominciato l’invio di avvisi di pagamento per 700mila multe stradali non pagate, relative a violazioni commesse nell’ultimo trimestre del 2011 e in tutto il 2012. Una valanga di vecchi verbali, del valore complessivo di 132 milioni di euro, che ha intasato gli uffici dei vigili in via Friuli, dove si presentano in media 700 persone al giorno.

«Un’emergenza a cui il Comune sembra non trovare soluzioni», dice Sergio Bazzea, dirigente del sindacato di polizia locale Sulpm. E aggiunge: «Da mesi chiediamo, inascoltati, l’aumento del personale oltre a uno studio più attento delle modalità e dei tempi di spedizione degli avvisi». Al caos delle multe, si è sommato negli ultimi mesi quello relativo all’invio dei bollettini delle tasse municipali sulla casa e sui rifiuti (modificate per tre volte in due anni, nel nome e nel metodo di calcolo), che oltre a creare un super lavoro per gli uffici di via Larga, hanno generato situazioni paradossali. «Io mi sono trasferito a Udine il 30 settembre 2012 e a Milano non ho case, ma il Comune mi ha chiesto 350 euro di tasse per il 2013 — racconta Giancarlo Brambilla, che si è rivolto a Federconsumatori — Convinto di non potere fare altrimenti, ho pagato».

L’avvocato Gianclemente Benenti, legale di Federconsumatori, spiega: «Chiediamo alla Procura

di valutare le responsabilità per il danno, in termini di tempo e denaro, che i cittadini hanno subito a causa degli avvisi inviati dal Comune, sbagliati nella sostanza e nella forma». Per Giovanni Mocera, presidente dell’associazione in Lombardia, «il problema nasce dal fatto che, nonostante i frequenti errori nella composizione e nell’invio di atti e avvisi, raramente l’amministrazione comunale di Milano usa la procedura dell’autotutela».

 

 

Fonte: milano.repubblica.it

 

 

 

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